La prossima guerra mondiale la combatteranno i delfini

I programmi militari di addestramento dei simpatici mammiferi sono tornati in voga. Usa e Russia sono già in campo

Il piano era stato pensato durante la Guerra Fredda, ma il momento per attuarlo – forse – è arrivato ora (speriamo, in realtà, che non arrivi mai). Secondo una rivelazione del Guardian, la Russia sta cercando tre delfini maschi e due delfini femmine. Devono avere dai tre ai cinque anni, con “denti perfetti”. Addirittura, sono disposti a pagare ben 24mila dollari per tutta la baracca.

Ma che se ne fanno di questi delfini? Semplice: li trasformano in soldati e li mandano a combattere. Per ora solo Russia e Stati Uniti possono vantare un programma bellico che include l’impiego di delfini. Gli Usa com’è loro natura, esagerano con ben75 delfini addestrati per operazioni militari, mentre il numero degli esemplari a disposizione di Mosca è segreto. Di sicuro, ne servono cinque.

Il loro compito è individuare sottomarini (nel caso i rilevatori satellitari, i sonar e gli altri dispositivi tecnologici non ci riuscissero), scovare le mine sottomarine. In certi casi, anche uccidere. Gli ufficiali americani smentiscono, quelli ex-sovietici confermano. Anzi, lo dichiarano in modo esplicito. Tra le loro abilità, colpire con arpioni speciali allacciati al loro corpo, trasportare i sub, e – quando è necessario – completare azioni kamikaze contro mine e bombe.

Come si diceva, era un programma nato ai tempi della Guerra Fredda. I russi allenavano i delfini in Crimea, e dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica tutto è passato nelle mani degli ucraini. Il maestro istruttore si era rifugiato, nel frattempo, in Iran. Dopo l’annessione della Crimea la questione è ritornata di attualità: e a Sebastopoli si è tornati al lavoro.

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