L’assenteista: il caso dello spagnolo che non si presenta al lavoro per sei anni

Succede a Cadice, dove un dipendente pubblico preferisce, senza che nessuno dei suoi superiori se ne accorga, dedicarsi a studi filosofici anziché lavorare

Tanto di cappello: un impiegato statale spagnolo non si è presentato al lavoro per sei anni di fila, e nessuno se ne è accorto. Il livello di assenteismo del supervisore di un piano per il trattamento delle acque reflue di Cadice, nel sudovest della Spagna ha battuto ogni record. Altro che Sanremo, altro che biglietto timbrato in mutande. Joaquin Garcia, di 69 anni, aveva ricevuto l’incarico di seguire il progetto nel 1990, ma nel 2004 ha smesso di lavorare, pur continuando a ricevere un discreto stipendietto (37mila euro all’anno). Purtroppo è stato beccato, ma solo perché nel 2010, appariva tra i membri da premiare per i 20 anni di servizio. “E chi è questo?” si saranno chiesti i capi. Da almeno sei anni nessuno aveva più sentito parlare di lui.

Come al solito, è una faccenda di responsabilità non chiarite. Il vicesindaco Jorge Blas Fernandez non controllava, perché pensava che fosse la società dell’acqua a doversene occupare. Ma lo stesso diceva la compagnia dell’acqua. Risultato, nessuno si è occupato di verificare cosa facesse Joaquin Garcia, e dove fosse. Soprattutto, se ci fosse.

Peccato sia successo in Spagna: Matteo Renzi ne avrebbe subito approfittato per lanciare la sua crociata contro la malagestione del pubblico, ma tant’è. Al momento il povero Joaquin Garcia è stato costretto a pagare una multa di 27mila euro, ma non ci pensa nemmeno. Ben riposato, l’impiegato è pieno di energie per affrontare il processo. “Mi avevano spostato per una forma di mobbing. Quando sono arrivato in ufficio, ho capito subito che lì non c’era nulla da fare”. E perché non ha detto nulla? “Tengo familia”. E così, ogni giorno, anziché lavorare, si è dedicato a lodevoli studi filosofici, pagato per elevare lo spirito e raffinare la mente.

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