Coliving: vivere e lavorare con le stesse persone non è un incubo. È un’opportunità

Oggi l’esperienza del lavorare all’interno di spazi di coworking non basta più, è per questo che ormai molte persone si affidano a spazi di coliving. Collaborazione, apprendimento, scambio di conoscenze.

Se siete fan o interessati al tema del coworking sapete che in passato ne ho parlato sottolineando quanto la creazione di una community sia importante e prioritaria nella progettazione di uno spazio di lavoro condiviso, per non ridurre il coworking a un business ma arricchirlo di un valore aggregativo, di creazione di opportunità e di scambio/condivisione di sapere e strumenti.

Oggi l’esperienza del lavorare all’interno di spazi di coworking non basta più, è per questo che ormai molte persone si affidano a spazi di coliving. Collaborazione, apprendimento, scambio di conoscenze. La prima volta che si è dato questo nome al nuovo fenomeno è stato nel 2012 sulle pagine di Shareable circa uno spazio dal nome Rainbow Mansion, una casa in Silicon Valley in cui, dal 2006, coabitavano giovani hackers e professionisti dalle idee brillanti.

Sempre nel 2012 a Casa Netural a Matera abbiamo attivato a fianco dello spazio di coworking rurale anche quello del coliving, dell’abitare in comunità, per dare l’opportunità a persone di altri territori di vivere in un contesto ricco di collaborazione, occasioni di apprendimento, situazioni di scambio e conversazioni interessanti. Quindi vivere in coliving é molto piú che condividere un appartamento con coinquilini, come molti di noi hanno fatto, ma é una sistemazione che da molto di più la sensazione di una famiglia, dove i componenti si aiutano reciprocamente a crescere.

Continua a leggere su Centodieci

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter