La malinconica storia di un paio di forbici che voleva fuggire

Un cortometraggio svedese (celebrato e premiato) racconta, in una manciata di secondi, la storia di un oggetto normale come le forbici e il loro bizzarro e tenero sogno di cambiare vita

C’è sempre qualcosa di malinconico nei cortometraggi nordici. Questo, ad esempio, vincitore dello Sveriges Kortfilmfestival 2016 (Festival dei cortometraggi svedese), racconta una storia delicata e dolce. Dura poco ma coinvolge. Eppure, nella lentezza delle scene, nel dispiegarsi piano delle scene (e, si vedrà, delle ali), immalinconichisce. Quasi che, anche con il Sole, non si possa mai ridere davvero al Nord.

Il gioco di De Lille Flykten (La piccola fuga) si basa sull’antropomorfizzazione di un paio di forbici. Non si sa bene perché, vogliono partire e lasciarsi alle spalle la loro casa. Qualcuno le accompagnerà, qualcun altro no. L’addio si consuma in fretta, nemmeno una manciata di secondi. Ecco, forse qui è la spiegazione. È la storia di una “piccola fuga”, in cui compaiono, evocati, la scelta, la partenza e la separazione. Non conta il viaggio, in questo cortometraggio: conta tutto ciò che lo circonda: i saluti, le fini e gli inizi. E quello che c’è in mezzo. Le atmosfere soffuse, insieme alla musica, fanno il resto.

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