L’Arabia saudita si compra gli Usa per allevare le sue mucche

Una sorta di land grabbing piuttosto originale. Tutto perché i sauditi non hanno erba nel terreno e perché gli Usa garantiscono costi dell’acqua molto bassi

Le vacche saudite nutrite dagli Usa. Non è un’espressione colorita per indicare la discussa alleanza tra Stati Uniti e Ryiad, bensì una verità letterale: i sauditi hanno acquistato alcune aree dell’Arizona per farci pascolare le loro mucche, applicando una variante piuttosto originale del concetto di land grabbing.

Come spiegano su Oilprice, lo ha fatto l’Almarai, azienda araba del settore lattiero-caseario, che già nel 2014 si era accaparrata circa 4000 ettari di suolo americano, e che ora, espandendosi, ha superato i 5.600 ettari. La cosa potrà sorprendere chi un minimo conosce il territorio americano. L’Arizona – basta vedere un film western – è un terreno arido (certo, non arido come l’Arabia Saudita), e la tipologia di erba da fornire alle mucche, l’alfalfa, ha bisogno di molta idratazione. E allora perché gli arabi sono andati proprio lì? Perché i diritti da pagare per lo sfruttamento dell’acqua sono molto bassi.

Una questione cruciale, quella dell’acqua. In California, poco lontano, è cominciata una lunga battaglia per accaparrarsi i diritti: costano ancora poco, nonostante lo Stato stia attraversando un lungo periodo di attività. In Arizona non è ancora così, ma la presenza di potenze straniere (non ci sono solo gli arabi, sul territorio americano, che sfruttano le risorse del terreno.

Ci sono anche aziende degli emirati arabi, compagnie del giappone e – non si crederà – cinesi) sta creando qualche malcontento. L’Arabia Saudita più che amica degli Usa, va ricordato, è amica della sue élite. E ai cittadini Usa, il fatto di avere una disponibilità idrica millimetrata, a fronte dell’abbondanza dedicata agli stranieri, piace poco.