Le differenze tra “try to” e “try and”, per provare a saperne di più

Le sottigliezze dell’inglese, come le vie del Signore, sono infinite. È difficile conoscerle, tutte, forse impossibile. L’importante è provarci. Cioè, to try

Esiste un’opinione comune – e per questo sbagliata – che definisce “semplice” la grammatica inglese. Forse lo si pensa perché, in confronto con il tedesco, i manuali da studiare si presentano esili e leggeri. Quello che non si dice, soprattutto nei manuali, è che l’inglese è una lingua complicatissima, e che alle “semplici” regole da imparare andrebbe aggiunto un palazzo intero di eccezioni, differenze, espressioni particolari. Ad esempio, il “semplice” caso del verbo provare.

In inglese si utilizza to try. Ma quando si vuol dire “provare a fare qlc”, si hanno due possibilità: try to do smthg e try and do smthg. Quale delle due è giusta? Sono entrambe corrette? Ci sono differenze?

Come spiega questo video (questo sì, semplice) della Merriam-Webster, le due espressioni sono, di fatto, equivalenti. Alcuni ritengono la forma try and sbagliata, ma a sbagliare sono loro. Non si tratta di una divisione corretto/scorretto, quanto di una differenza tra formale/informale. Try and si utilizza nel parlato, in contesti familiari. Nello scritto si preferisce try to, in particolare in quello più ricercato.

Le differenze, però, non finiscono qui. Try and non può essere invertito, cosa che invece può fare try to (to repair his stairs he tries); non può essere diviso da un avverbio, che invece try to può fare (try always to be polite va bene, *try always and be polite no) e infine non può esprimere una proposizione negativa, cosa che try to può fare benissimo (try not to do that è ok, *try not and do that non funziona). Ci sono tante cose che try and non può fare. Ma almeno può provare a farle.

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