Panama Papers, il gioco per imparare a evadere le tasse

Per i meno esperti e per chi, impressionato dall’enorme giro di soldi, volesse entrare a far parte del giro. Attenzione: non è semplice

Di fronte al giro di miliardi che attraversa i paradisi fiscali e si sottrae al fisco, la domanda sorge spontanea: come si fa? La risposta la fornisce lo stesso sito dell’International Consortium of Investigative Journalism, che ha preparato un giochino (una gamification, direbbero i più moderni) per insegnare anche ai meno esperti a eludere i controlli fiscali. In realtà, come è ovvio, è un metodo per spiegare come funziona questo meccanismo. Chi non è pratico rischia di farsi confondere da tutta la trafila di società, prestanome, leggi, accordi internazionali, banche e conti offshore.

Si comincia scegliendo quale personaggio si vuole interpretare. Lo sportivo furbacchione? Oppure il politico in carriera o senza scrupoli? Altrimenti si può optare per un executive, che in fondo ispira più fiducia: dovrebbe essere più pratico del mestiere. (Non è detto. Chi scrive ha ottenuto le migliori prestazioni con lo sportivo).

Dopodiché, occorre fare una serie di scelte. Conto offshore o società? Cercare un prestanome o farsela intestare? Fornire il passaporto o rifiutarsi? Le varianti sono numerose, così come le difficoltà e gli imprevisti. La banca potrebbe rifiutarsi di aprire un conto senza le identità corrette, oppure la polizia potrebbe incastrare il prestanome, o risalire con un controllo al reale beneficiario. Occorre cautela, spirito d’avventura e un pizzico di fortuna. Se va tutto bene, ci si potrà rilassare su uno yacht.

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