Contro il bracconaggio, per fermare lo sterminio di gorilla

I gorilla africani sono rimasti in 100mila, negli ultimi 20 anni è scomparso il 60 per cento della popolazione. Gli elefanti africani erano 25 milioni, oggi ci sono 450mila esemplari. WWF Italia lancia una campagna solidale

Oltre 23 miliardi di dollari ogni anno. Ecco quanto vale il giro di affari illegale dei prodotti legati alle specie protette. Dall’avorio alle carni. Intanto la popolazione di molti animali sta lentamente scomparendo. È il caso dei gorilla di pianura occidentale. In Africa, tra Angola, Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Guinea Equatoriale e Gabon, ne sono rimasti 100mila esemplari. In pratica è già sparito oltre l’80 per cento di questa specie. Il 60 per cento solo negli ultimi 25 anni. I gorilla sono quasi sempre vittime dei bracconieri, che ne commerciano la carne.

Non solo primati. In Africa subiscono la stessa sorte anche gli elefanti, ricercati dal bracconaggio per il commercio di avorio. Secondo le stime del WWF nell’800 ne esistevano circa 25 milioni di esemplari. Una popolazione scesa a 5 milioni all’inizio del secolo scorso. Oggi ne sopravvivono solo 450mila esemplari. «Ogni anno – spiega il WWF – spariscono sotto i colpi di fucile oltre 30mila elefanti africani. Nella Repubblica Democratica del Congo la popolazione di elefanti è scesa a meno di 20mila capi dai circa 200mila degli anni ’60». E ancora. Il bracconaggio è il principale responsabile della scomparsa dei rinoceronti, un fenomeno aumentato del 9.000 per cento dagli anni Novanta a oggi. Intanto in Asia la popolazione delle tigri si è ridotta del 97 per cento nel giro di un secolo. «Anche per le specie marine il pericolo è sempre in agguato: il WWF ha registrato una perdita complessiva del 49 per cento di animali marini negli ultimi 40 anni».

In occasione del suo cinquantesimo anniversario, il WWF Italia lancia la campagna “Fermiamo insieme il massacro di natura”. Una raccolta fondi attraverso un sms solidale per rinnovare il suo impegno nel parco congolese di Dzanga Sangha. Una delle aree dove più si sta consumando il dramma del bracconaggio.




Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta