Occident Ex-Press«Maometto si rivolterà nella tomba». Bufera social su Khalid Chaouki dopo il voto sulle unioni civili

Il deputato dem scrive su Facebook: «voto da musulmano libero». E la comunità islamica insorge: «Se significa lottare per una cosa che va contro natura, preferisco essere schiavo»

Saranno state le montagne russe di emozioni che hanno accompagnato l’elezione a sindaco di Londra di Sadiq Khan – primo musulmano a governare la capitale dell’ex impero – inizialmente accolta dagli entusiasmi delle comunità islamiche in mezzo mondo, salvo poi ricordarsi che l’avvocato londinese di origine pakistana è sì musulmano ma anche favorevole ai diritti delle coppie gay.

Sarà stata questa primavera arida di politica ma ben innaffiata di inchieste giudiziarie, fatto sta che una semplice frase postata su Facebook dal parlamentare dem Khalid Chaouki, in occasione del voto di ieri alla Camera sulle unioni civili, ha scatenato il pandemonio: «Oggi voto per i diritti di tutti. Da parlamentare democratico, da musulmano libero» ha scritto sulla sua bacheca.

Khalid Chaouki sulle unioni civili scrive su Facebook: «Oggi voto per i diritti di tutti. Da parlamentare democratico, da musulmano libero». Ed è subito guerra tra bande mediata dalla docilità dei pixel. «Si rivolterà nella tomba il suo profeta Muhammad», «non tirare l’Islam per la giacchetta»

A scatenare l’ira è stata quell’aggettivazione: “musulmano libero”. Nel giro di qualche secondo le prime reazioni: «Dopo i musulmani moderati ora anche i musulmani liberi». «Si rivolterà nella tomba il suo profeta Muhammad». «Signor Chaouki, lei non ha letto il suo libro sacro. Se essere musulmano libero significa lottare per una cosa che va contro la natura animale prima di quella umana, allora preferisco essere un musulmano schiavo tutta la vita».

«Nel Corano è sodomia». «Anche nella Bibbia» grida qualcuno.

Il problema sta nel fatto che nel Corano non si trova traccia di questa apertura alla comunità Lgbt. «Nemmeno nella Bibbia» accusa qualcuno. C’è anche chi invita a «non tirare per la giacchetta l’Islam». O ancora: «Allora il musulmano ubriacone che incrocio per strada è più libero di quello che va a pregare in moschea?».

Accorrono anche gli italiani e le seconde generazioni. I più imbestialiti di tutti sono gli italiani convertiti all’Islam. Come Gabriele Lungo: celebre studioso presso l’Istituto Italiano degli Studi Islamici, nonché giornalista: «Chaouki ha sostenuto una legge il cui scopo dichiarato è quello di agevolare relazioni di carattere uxorio tra persone dello stesso sesso».

Chaouky non ha solo nemici, anche alleati. Che invitano i musulmani che non sono d’accordo con le unioni civili ad «andare negli Stati in cui c’è la pena di morte o il carcere per i gay. Ce ne sono tantissimi di Stati così».

«Andate a vivere negli stati dove c’è la pena di morte per i gay allora». Ecco il solito fascistello di turno. E invece no, la guerra a colpi di commenti è tutta interna al mondo musulmano. Anche illustri studiosi dicono la loro: «Chaouki sostiene una legge che agevola relazioni di carattere uxorio tra persone dello stesso sesso»

Chi proprio non ce la fa più s’affida alla sempre sacra – quella sì – ironia: «E il sindaco Sadiq Khan di Londra non é un vero musulmano, e il deputato Khalid Chaoki non é un vero musulmano, e quell’altro/a ancora nemmeno. Come farete a sopravvivere in paradiso senza pc e connessione Internet, vari portavoce del divino?»

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta