Motivi per non andare in vacanza in Iran

Un video réclame gioca con gli stereotipi e i pregiudizi su Teheran e li smonta uno dopo l’altro. Il problema è che in Iran i problemi ci sono, eccome

Non è un Paese da visitare. L’Iran, malgrado il boom del turismo, la riappacificazione con l’Occidente voluta da Obama, l’apertura verso gli altri, è ancora una destinazione da sconsigliare. Un deserto immenso, una zona pericolosa, una popolazione maleducata. E chi lo dice? L’Iran stesso. Ma attenzione: lo fa in un video ironico, in cui mira a smontare, uno per uno, i cliché che lo riguardano.

Il video è stato girato da Benjamin Martinie e le sue immagini vengono messe a contrasto con “le idee ricevute” contro Teheran. Alcune sono abbastanza campate per aria (“Gli iraniani non sanno divertirsi”), altre sono fatte apposta per essere smentite (“L’Iran ha una storia misera”) però riflettono alcuni pregiudizi che, invece, sono davvero diffusi. Risultato: altro che Paese da non visitare, l’Iran è un posto bellissimo e il video si rivela, nei fatti, una pubblicità.

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Certo, la società iraniana non è unita. Esiste una frattura forte tra il potere e la popolazione, tra le leggi imposte e lo stile di vita delle persone (soprattutto nel segmento più alto). E va ricordato che, anche se è un Paese bellissimo da visitare, da vivere è un’altra cosa. Iran è al 169esimo posto per libertà di stampa (dati: Reporter senza frontiere), con giornalisti e blogger in prigione. C’è la pena di morte, ci sono esecuzioni (quasi mille persone solo nel 2015) e vanno a colpire anche i minorenni. Insomma, luci e ombre. Paese da amare, ma non in modo acritico.