Referendum “olimpico” a Roma: sospesensione a tempo indeterminato

Con una nota del Vice Segretario Generale del comune salta la consultazione sulla candidatura della capitale come sede dei giochi del 2024. I Radicali: «Atto gravemente illegittimo»

ll Coni interviene su Roma Capitale per bloccare il referendum sulle Olimpiadi e una dirigente capitolina, pur non avendone il potere, sospende la raccolta firme. I Radicali, che del referendum consultivo sui giochi olimpici del 2024 sono i promotori, parlano di atto «gravemente illegittimo» e presentano un esposto al Tar.

Statuto di Roma Capitale alla mano, gli aspetti giuridicamente controversi sono due: il primo è che il Coni è estraneo al processo referendario e non può intervenire sugli atti amministrativi del Comune; il secondo è che il Comune non ha la facoltà di sospendere il processo referendario. Il potere di farlo è di esclusiva pertinenza della Commissione per i referendum, che si è già pronunciata il 18 aprile scorso dando via libera formale al quesito.

Gli aspetti giuridicamente controversi sono due: il primo è che il Coni è estraneo al processo referendario e non può intervenire. Il secondo è che il Comune non ha la facoltà di sospendere il processo referendario

La storia ha effettivamente del misterioso. È il 13 maggio, vigilia dell’inizio della raccolta firme. I Radicali aspettano da giorni che il Comune consegni i moduli vidimati ma il Comune ritarda. Al telefono non non dà informazioni o ne dà di pretestuose. Riccardo Magi, segretario di Radicali, si presenta in Campidoglio di persona e ci resta diverse ore. Non gli danno niente. Minaccia di restare lì finché non gli verranno consegnati i moduli vidimati che gli sono dovuti, allora qualcosa gli danno. Dopo un’ulteriore ora di attesa, arriva una nota firmata dal Vice Segretario Generale del comune capitolino, Mariarosa Turchi, che dispone la «sospensione, sino a nuova comunicazione, del termine fissato per l’avvio della raccolta delle sottoscrizioni». Cioè, meno di ventiquattro ore prima dell’inizio formale, e solo su pressione di Magi, il Comune comunica che il processo è sospeso a tempo indeterminato.

La decisione viene motivata dalla dirigente capitolina con «le riserve e le eccezioni espresse dal Coni in una nota del 6 maggio 2016 in merito alla formulazione del quesito e la conseguente richiesta di una valutazione suppletiva da parte della Commissione per i referendum».

La Commissione referendaria di Roma Capitale – composta da tre giuristi (Vincenzo Cerulli Irelli, Paolo Ridola, Giovanni Guzzetta), il Segretario Generale e il Capo di Gabinetto – si è però già espressa sulla ammissibilità del quesito sulle Olimpiadi, rispondendo favorevolmente ai rilievi posti ora dal Coni. Lo statuto capitolino, inoltre, sancisce che solo il Comitato promotore e il Sindaco possano presentare memorie alla Commissione, non il Coni, e che la competenza sul referendum è della Commissione, non del Comune.

«Mi appello ai candidati sindaco perché vogliano impegnarsi scongiurare che sul referendum su Roma2024 si scriva una pagina orribile per la democrazia e per i diritti dei cittadini»


Riccardo Magi

Il Tar, tre ore dopo il deposito dell’esposto, respinge la procedura d’urgenza richiesta dal Comitato referendario. Un’anomalia anche questa – sottolinea in una nota il segretario di Radicali Italiani. La pronuncia nel merito arriverà quindi non prima di giugno. Magi invoca l’intervento del Commissario di Roma Capitale, il Prefetto Tronca, e si appella ai candidati sindaco perché «vogliano impegnarsi direttamente per scongiurare che sul referendum su Roma2024 si scriva una pagina orribile per la democrazia e per i diritti dei cittadini».

Nel frattempo la raccolta firme è sospesa. Si hanno tre mesi di tempo per raccoglierne quasi trentamila. Se i tempi slittano, si arriva ad agosto, quando Roma è vuota. La sospensione sine die equivale ad un boicottaggio. Per questo, oltre a denunciare l’illegittimità dell’atto amministrativo, i Radicali chiedono a Roma Capitale anche il risarcimento danni e decidono di procedere con denuncia penale per abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e attentato ai diritti civili e politici dei cittadini.

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