Dalle alleanze alle parole da evitare: come vincere un ballottaggio

Manuale molto serio per aspiranti vincenti alle amministrative. Prima regola: tenetevi alla larga dagli insulti (che per esempio hanno fatto la fortuna del Cav.), e dai politici nazionali, che a quanto pare ormai portano sfiga

Spin doctor

Lo spin doctor americano (o italiano, che è lo stesso: rimasticano sempre roba americana) vi inviterà a demolire l’avversario, come negli Usa è prassi costante in questi casi. E però, ragionate. Tenete presente Trump. E se sapete poco di Trump pensate a Berlusconi. Dirgli puttaniere, miliardario ladro, amico dei mafiosi, dell’industria delle armi, razzista, ridicolo, malpettinato, nano e altro, è servito? Spalare fango sul nemico nella fase dell’innamoramento popolare, quella che Alberoni chiamerebbe “lo stato nascente”, è fatica inutile. E non c’è dubbio che in questo momento i rubacuori sono Parisi a Milano e Roberta Raggi a Roma: rompere l’incanto ricordando che uno ha lavorato con la Moratti e l’altra firmato contratti con la Casaleggio, è impossibile. Come dire alla fidanzata che sta guardando Johnny Depp: attenta, cara, è un violento, una volta ha tirato un cellulare alla moglie.

Alleanze

E’ il busillis della sinistra-sinistra, scesa in campo per far perdere il Pd e adesso messa orribilmente di fronte alle proprie responsabilità. Che se la sfida delle città avesse funzionato, se Fassina, Airaudo o Rizzo, avessero tirato su qualcosa in più delle briciole, sarebbe stato facile sedersi sul tesoretto elettorale e dire: «Niente appoggio a nessuno, avanti da soli». Ma adesso? Così sicuri, compagni, che la vostra celebrata integrità, il vostro disprezzo per il renzismo, il vostro desiderio punitivo, siano categorie della politica? «Un uomo inutilmente perbene», diceva Fortebraccio di Oscar Luigi Scalfaro, e voi rischiate di fare quella fine lì. Inutilmente puri, inutilmente duri, con le vostre schede bianche in mano. E domani, se davvero Milano, Torino, Roma, finissero agli “altri”, da dove ricomincerete? La solita psico-assemblea condominiale?
A destra il problema è minore. Dove sono in ballottaggio (Milano) stanno tutti insieme, altrove non contano quasi niente e gli elettori loro faranno come gli pare.

Candidati sindaci

Mandate in vacanza i vostri capi nazionali. Lontano, con fusi orari improbabili, o almeno pregateli di lavorare chiusi nelle loro stanze fino al 19. Renzi, Grillo, Alfano (Berlusconi è fuori gioco per motivi di salute: a proposito, auguri) ma anche Orfini, Formigoni, Lupi, La Russa, Salvini, tutti i ministri in blocco, tutti i vice-segretari, Dibba e la Taverna e Di Maio, meno si vedono meglio è. Se avete una possibilità di farcela, sta nel far credere che manco li conoscete. E che quando vi chiameranno al telefono per dire “Devi piazzarmi Tizio all’Ama” sarete perfettamente in grado di rispondere: «Scusa, chi sei?». Da evitare anche ogni endorsement di potenti dell’economia, delle banche o del sindacato: tutta gente che sta sul cavolo alle persone normali. Meglio cantanti, attori, calciatori, insegnanti di frontiera, preti di strada, filosofi, professori con reputazione (voi del Pd, fateci pace, almeno con qualcuno).

Parole da evitare

Ciaone, innanzitutto. Ma anche lanciafiamme. Professoroni. Gufi. Polli da batteria. Cagna. Moretta. “Il bomba”. Cialtrone. Fai ridere. Mi fai schifo. Funivia. Mucca in corridoio. Amico della Moratti (che l’altro poi risponde: tu con gli amici della Moratti ci governi). E insomma, l’intero vocabolario dell’insulto pirotecnico usato in questi giorni: fa prendere molti click, magari, nei video sulla colonna destra di Rep.it o del Corriere, ma voti niente.
Anche l’insulto colto, sotto forma di articolo di fondo di seimila parole, dove al netto delle circolocuzioni, degli eufemismi e delle metafore, la tesi è che i grillini sono tutti scemi e quelli del Pd tutti imbroglioni, non è utile. E poi, se vi chiedono lo statista di riferimento: a sinistra evitare Fanfani; a destra Moro; nel M5S, il Castello Sforzesco (risposta data dal grillino milanese Corrado a chi gli chiedeva “Qual è il suo Pantheon”?).

Propaganda

Avviso quelli del Pd che la frase più letta sui social è «Non voterò M5S ma questo modo di trattarli ha scocciato». Avviso quelli del M5S che pure gli amici loro più intimi hanno smesso di postare i fotomontaggi satirici su Renzi. Gli opposti estremismi funzionano meno e sarà bene regolarsi, perché qui basta una stoccata giusta, da una parte o dall’altra, per rovesciare anche frittate che sembrano già cotte.

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