Le parole inglesi dalla pronuncia più impensabile

In una canzone vengono elencati toponimi che mostrano una grande differenza tra grafia e pronuncia. Un fenomeno molto inglese e che, però, aggiunge le difficoltà di chi studia la lingua

Gli italiani meno avveduti si sono stupiti molto del fatto che la squadra allenata di Ranieri, oltre ad aver vinto il campionato inglese, avesse una pronuncia particolare. Si scriveva Leicester ma si leggeva “lesta” (detto bene: /’lestə/). Benvenuti nel mondo della toponomastica inglese, dove non vige nessuna regola e tutto funziona a caso. È impossibile poter determinare la pronuncia di un luogo solo da come viene scritto. Worcester, ad esempio, segue la regola di Leicester: si pronuncia “Wusta” (detto bene: /’wʊstǝ/). Ma ne esistono a biffezze. Per scoprirli, occorre incontrarli, e non sarà mai sufficiente.

Questa simpatica canzoncina ha deciso di mettere in fila e in musica alcuni di questi nomi imprevedibili. Si vede un signore che, quando le parole della canzone nomina i luoghi, mostra il modo in cui vengono scritti girando dei cartelli. Una forma di karaoke all’antica. Come si è capito, è il grande gioco dello shibboleth: cioè quella parola che distingue, all’immediato, le persone che appartengono a un gruppo da quelle che, invece, non ne fanno parte. In questo caso, quelle che conoscono la giusta pronuncia di qualcosa da quelle che non la conoscono.

Per cui, si scoprirà che il simpatico centro di Cholmondeley, nel Cheshire, si pronuncia, in realtà, “ciàmli” (detto bene: /’tʃʌmli//) e che Woolfardisworthy, nel Devon, invece, va pronunciato “vùlseri” (detto bene: /ˈwʊlzəri/). E ancora: Costessey, a ovest di Norwich, è “còssi” (detto bene:/ˈkɒsi/). Insomma, tutte cose da studiare. O, almeno, da ascoltare.

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