Poesie sotto la pioggia, l’esperimento di Boston

Sono scritte sui marciapiedi, ma diventano visibili solo quando piove. Un esperimento artistico made in Usa e anche un modo per scacciare la malinconia dei giorni con il brutto tempo

C’è chi sotto la pioggia sceglie di cantare e chi, invece, legge le poesie. Quest’ultimo però non dovrà sorreggere libri sotto l’ombrello (con tutti i rischi che comporta: umidità, acqua, pozzanghere) ma soltanto guardare sul marciapiede: se si trova a Boston, le poesie appariranno da sole.

È un progetto artistico intitolato “Raining Poetry”, frutto di una collaborazione tra la municipalità di Boston e l’associazione Mass Poetry (un simpatico gioco di parole tra “mass” e “Massachussetts”). Le poesie, scelte dai big della tradizione americana insieme a new entry interessanti, vengono “spruzzate” sul marciapiede con uno spray idrorepellente attraverso alcuni stencil. Lo spray evapora dopo pochi minuti, ma torna visibile appena viene bagnato. Ed emerge, in negativo, il testo della poesia. Più o meno così:

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Come per tutte le cose inutili, ci sono state polemiche (contenute) sulla scelta dei poeti. Ci sono Edward Estlin Cummings, Sylvia Plath e Langston Hughes, per fare alcuni nomi. Ma anche personaggi contemporanei come Elizabeth McKim, Barbara Helfgott Hyett o Gary Duehr. Chiunque li potrà leggere e apprezzare, ma solo nelle cupe giornate di pioggia.

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