Cosa direste se vi fossero rimaste solo 1.500 parole per vivere?

Nei momenti più importanti, si scopre che mancano le parole per esprimere ciò che si sente e ciò che si pensa. Eppure, nel resto della vita, le si sciala senza difficoltà. Un video mostra la situazione paradossale

Cosa fareste se vi restassero solo 1.500 parole da vivere? Di sicuro, a differenza di Stanley Franks, il protagonista di questo corto realizzato da Andrew Chaplin (e che si trova su Vimeo), sareste forse più attenti a ogni frase che dite.

Dopo le analisi del medico, Stanley scopre che la sua vita è agli sgoccioli. Ma – e qui c’è lo scarto dalla realtà – non è una questione di mesi da vivere, bensì di parole da dire. Gliene restano 1.500, molte delle quali le spreca subito, proprio con il dottore. Alla fine della seduta gliene restano 50, con le quali deve riuscire a vivere, a mantenere la sua relazione con la moglie, a lavorare. Ci riuscirà?

È un corto illuminante. Invita a riflettere sull’importanza che si dà, ogni giorno, alle parole: tutti ne dicono tante, a casaccio, a vanvera, senza mai pensare al loro valore. Merce non rara, vengono sprecate senza pensarci. Ma quando sono le ultime che si possono dire – alla fine di una relazione, prima di un viaggio ignoto, prima che una persona ci lasci per sempre – si è poi in grado di trovare quelle in grado di esprimere davvero ciò che si sente e ciò che si pensa?

Nella nebbia delle frasi fatte, nel fango della logorrea quotidiana, forse, pochi sanno ancora scegliere le parole giuste. Oltre ai poeti, quando sono bravi.

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