L’esercito di filippini che ripulisce i social network

Chi si occupa della censura, della rimozione dei contenuti, della pixelatura delle immagini più hard? Persone in carne e ossa che, guardando ogni giorno il peggio dell’umanità, rischiano di avere problemi psicologici

Facebook censura, e la gente si indigna. Più volte sono state criticate le decisioni del social network (ad esempio nella ferrea cancellazione dei capezzoli, anche in scene di allattamento), spesso ondivaghe e non chiare, spesso molto poco corrette. Pochi però si sono chiesti (a parte Wired) chi sia, in persona, occuparsi della censura dei contenuti, della pixelatura delle scene erotiche, della schermatura dell’Origine del mondo. Un bot? No. Un esercito di filippini.

La pulizia delle immondizie dei social tocca a loro: pagati con stipendi filippini, seguono i contenuti dei social in tutto il mondo per conto di grandi società americane del settore. Spesso intervengono su segnalazione (per Facebook funziona così) e rimuovono o “sistemano” alcuni post un po’ troppo zozzi.

Il problema è che, come tutti i lavori di pulizia, non è una bella attività. Se per le strade si trova qualsiasi genere di sporcizia e di rifiuto, sulla rete si trovano materiali deliranti e pericolosi. Non sono solo immagini di nudità, ma anche di violenza e di pedofilia. Un lavoro disturbante: video di decapitazioni, esecuzioni, violenze diventano, per questi “spazzini” dei social, pane quotidiano.

Alla lunga, come spiega Denise, psicologa filippina, “Si hanno reazioni assimilabili a quelle di un trauma”. E tutti, dopo qualche mese, decidono di prendersi una pausa. Coprire nudità va bene, ma nascondere le pieghe dei deliri umani è troppo per chiunque.

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