Tinder logora chi ce l’ha

Secondo una ricerca, gli utenti della app che aiuta a trovare l’anima gemella (o anche solo qualche simpatico incontro occasionale) sarebbero in media più depressi e insicuri: colpa dei mille rifiuti che ricevono e dalla scarsa educazione che gira

Come al solito, le novità della tecnologia sono dannose. Non si parla di Pokémon Go, su cui già si è scritto in modo copioso, ma sugli effetti nascosti di applicazioni per appuntamenti come Tinder. Esaurite le preoccupazioni di stampo morale (oddio: donne e uomini scelti con un tap, nemmeno fossimo al mercato degli schiavi) sorgono complicazioni di tipo psicologico: come stanno gli utenti di queste app? A quanto pare, non bene.

Secondo uno studio della Università del Texas del Nord, presentato al convegno American Psychology Association, chi usa Tinder avrà un’autostima più bassa e, in generale, una percezione di sé più negativa. La ricerca è stata piuttosto semplice: 1.300 partecipanti hanno dovuto rispondere a un questionario relativo all’immagine che avevano di sé, con in coda un’ultima domanda: “lei usa Tinder?”

Risultato: gli utenti della app si sentono inadeguati per il proprio fisico, non a proprio agio, con scarsa autostima. In generale si vedono con più facilità come oggetti sessuali anziché come individui pieni. Gli uomini, a quanto pare, ne soffrono di più (ma può essere dovuto al fatto che gli uomini sono di più).

La causa di tutto, come spiega lo studio, è che gli uomini, che tendono in generale a non essere troppo selettivi quando si tratta di scegliere ragazze, lanciano moltissimi ami che, però, non vengono raccolti. Per dirla con la neolingua dei millennials, mettono molti like – che però cadono a vuoto. Questo genera vergogna e risentimento: o vengono rifiutate le loro offerte oppure, molto spesso, si verifica il caso del “ghosting”, quando cioè un contatto romantico che aveva accettato di chiacchierare con l’utente (e cioè aveva messo il suo like), sparisce all’improvviso. Ma come, ma perché? Anche solo per educazione, un saluto lo potevano fare.

Sembrano cose leggere ma, a quanto pare (sostiene sempre lo studio) alla lunga si rivelano logoranti per l’autostima. Il rimedio? Smettere.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta