Classi separate per maschi e femmine: la novità della progressista Svezia

Un passo indietro per l’educazione dei bambini? Secondo alcuni insegnanti no: molti si sentono inibiti dai membri dell’altro sesso e non intervengono in classe. Comunque, è una misura temporanea

Classi separate per maschi e femmine? Sì, grazie. Non succede, come ci si potrebbe aspettare, nei Paesi arabi, bensì nella iper-progressista Svezia. Cosa succede? Qualcosa si è inceppato? Tranquilli: è solo un esperiemento di sei settimane, lo fanno alla Adolfsberg School di Örebro, a qualche chilometro da Stoccolma, e serve a far sentire gli studenti “più sicuri di sé”.

Cosa vuol dire? Molto semplice. Il confronto con membri dell’altro sesso potrebbe (anzi, può) inibire i più timidi, impedisce loro di esprimersi, di contribuire alla vita della classe e di sviluppare la propria personalità in modo equilibrato. Assunzioni che fanno a pugni con decenni di istruzione pubblica e, soprattutto, con la volontà degli studenti. Secondo quanto riporta un giornale locale, nessuno sarebbe stato d’accordo: “Se avessi voluto andare a una scuola per sole ragazze, ci sarei andata. Ma non si può nemmeno, perché sono chiuse dal 1974”, dice una scolara intervistata da The Local.

Eppure gli insegnanti tirano dritto. Ad esempio Anneli Widestrand, che ribadisce: “È un buon sistema per provare a cambiare la situazione, e raggiungere tutti gli studenti”. Obiettivo, appunto, è spingere le ragazzine più timide a esprimersi con più libertà. Funzionerà? Per ora si procede. Tutte le classi sono separate, le materie insegnate in ore diverse in momenti diversi. A parte, chissà perché, scienze.

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