Cos’è l’estatic dance, il ballo che ti porta all’estasi senza le droghe

Arriva da Goa e permette di raggiungere la propria identità più profonda attraverso una danza del tutto libera e smodata. Cioè, permette quello che una volta veniva conseguito con l’uso di sostanze stupefacenti

Per lo sballo non serve più drogarsi. Non è lo slogan di una pubblicità progresso del Vaticano, ma la nuova moda che arriva diritta da Goa, patria dell’hippismo e della controcultura. La documenta un video di Arthur Moore, che nonostante il nome è uzbeco, è cresciuto in Israele ed è approdato laggiù, come molti altri israeliani.

Il titolo è “What the Hell is Happening to People in Ecstatic Dance”, e il punto è proprio questa ecstatic dance. Nel mini-stato superoccidentalizzato in cui si incontrano culture e subculture, da un certo punto è cominciata una nuova moda. E non c’entrano le droghe, a quanto pare, ma solo una strana nuova mistica. Le persone hanno cominciato a ballare in modo profondo, sentitissimo, fino a raggiungere, come dicono, la connessione con il proprio corpo.

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Non è una novità: è una forma di baccanale, in cui grazie alla musica e a una serie di movimenti ripetitivi ma molto coinvolgenti si riusciva a raggiungere uno stadio di estasi, estraniandosi dal mondo ed entrando in contatto con se stessi. Non serviva (a parte l’alcol, certo) l’aiuto di stupefacenti: bastava il ritmo. Così è, a quanto pare, anche adesso a Goa. Basta la musica, per superare ogni regola coreografica e penetrare nela propria anima.

Quello che colpisce – e che il regista tiene a sottolineare – è proprio l’assenza di droghe nel processo. Il messaggio è che si può (si dovrebbe?) raggiungere lo sballo anche così. Basta ballare: ballare a tutto spiano.

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