Istruzioni sensate per annodarsi il farfallino (e vivere da gentleman)

Un’impresa titanica: il nodo alla cravatta, al confronto, è una bazzecola. Ma per imparare occorrono tre cose: eleganza, molta pratica e un ottimo maestro

La vera classe si vede da ciò che si ha al collo. E il gentiluomo non va da nessuna parte senza il farfallino. Perché, si sa, la cravatta è volgare: un laccio che si usa per lavorare non dovrebbe mai essere portato a cena o per un cocktail.

Il problema è che le giovani generazioni lo ignorano. Anche perché ricevono pessimi esempi:

E anche se imparano, con una certa fatica, come si annoda una cravatta, annaspano di fronte alla prospettiva di sceglierla bene e, soprattutto, di abbinarla. Cose che si acquisiscono con il tempo, certo, ma che richiedono anche un occhio attento e la disponibilità a formarsi un buon gusto.

Il farfallino, poi, è un altro pianeta. Difficilissimo, mai frequentato, poco capito. I pochi che lo usano si affidano alla versione bugiarda già pronta e munita di elastico. Un vero orrore. Ma anche qui esiste una soluzione: il tempo, certo. L’occhio, anche. E soprattutto questo tutorial dell’attore, comico, presentatore americano Paul F. Tompkins. L’unico, forse, in grado di istruire le nuove generazioni per fare ciò che avrebbero dovuto imparare a fare già anni fa.

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