Aerei e voli, come affrontare con eleganza le turbolenze

Aeroporti intasati, voli bloccati, il rischio continuo di restare a terra o di volare ballando. Sono cose inevitabili, ma che occorre saper affrontare con la grazia del gentleman

Non piacciono a nessuno. Le turbolenze in volo, oltre che far ballare gli aerei e far meditare, tra un balzo e l’altro, alla fine prossima ventura della vita, sono anche una scocciatura: interrompono i film, obbligano ad allacciare la cintura di sicurezza e impongono a tutti di stare seduti, anche quando sarebbe meglio poter camminare un po’. Non si possono evitare, certo. Però – secondo i consigli dei più navigati esperti – si possono evitare le complicazioni che ne derivano.

Come spiegano su Entrepreneur, le compagnie aeree non prevedono il futuro. Possono, come massima cosa, tenersi aggiornati sulle condizioni meteorologiche lungo le rotte che coprono. Se non ci sono le premesse per volare, allora gli aerei staranno fermi. Per questo la cosa migliore è prenotare voli alla mattina presto. Come è noto, i ritardi si sovrappongono uno sull’altro. In più, essere in aeroporto presto permette di scegliere tra un numero più alto di soluzioni di volo alternative (destinazioni diverse, tragitti diversi) che si snodano durante la giornata.

In ogni caso, occorre sempre tenersi aggiornati sul tempo. I più apprensivi potranno controllare le condizioni dell’aeroporto di partenza e di quello di arrivo. In ogni caso, una volta che si è in attesa di notizie sul proprio volo, al cosa più saggia è rimanere nei paraggi del gate. Sono situazioni in cui le decisioni, che dipendono da una miscela di esigenze di sicurezza, possibilità di volare e slot, possono variare in fretta. Ci sono voli che, all’improvviso, aprono gli imbarchi e in meno di venti minuti partono. Chi è al duty free li perde di sicuro.

E quando si è in volo? Per evitare inconvenienti, occorre sempre avere con sé tutte le cose indispensabili. Si vuole bere? Allora bisogna tenere vicina una bottiglia d’acqua. Si vuole leggere? Allora è il turno del libro. La musica? Telefono e caricabatterie. Insomma, è chiaro: bisogna saper resistere per tutto il tempo della turbolenza, perché non sarà possibile (ed è molto sconsigliato) alzarsi e aprire la cappelliera per estrarre il bagaglio a mano. Seconda cosa: non bere alcolici e non mangiare troppo. Il rischio di stare male è altissimo e in quelle condizioni nessuno verrà ad aiutarvi. Per cui, meglio evitare magre figure e lunghi periodi di disagio.

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