Come gli attori anglosassoni riproducono gli accenti inglesi: non sempre bene

Tom Cruise è americano e fatica con l’irlandese. Kevin Costner con l’inglese britannico di Robin Hood non ci prova neanche. Ma ci sono anche ottime performance

Guardare i film in lingua inglese non basta: bisogna essere anche in grado di comprendere e apprezzare i diversi accenti messi in scena. Come spesso capita, non si tratta di sonorità autentiche: gli attori, che spesso sono vere e proprie star internazionali, sono (o dovrebbero essere) in grado di riprodurre tutti i vari accenti della lingua. Non è semplice: spesso è una questione di abilità personale, a volte conta molto la bravura del coach (sì, esistono veri e propri coach linguistici che insegnano, a volte ancora l’importanza che il regista assegna alla cosa (dipende dai tempi, dai costi di produzione, dal tipo di “colore” che si vuol dare al film).

Insomma, l’attore deve tentare di dare le giuste sfumature, rispettando la geografia e la storia. Kevin Costner, quando impersona Robin Hood, avrebbe dovuto assumere un accento inglese vero vero, ma non lo fa. Il giovane Tom Cruise dei Cuori ribelli dovrebbe saper riprodurre la parlata nordirlandese, ma non gli riesce alla perfezione. E anche Joseph Gordon-Levitt, in The Walk, prova con l’accento francese. Ma forse era meglio lasciar stare.

Ci sono però ottime prestazioni, riproduzioni di accenti perfette: e le spiega bene in questo video il coach linguistico newyorchese Erik Singer. Ogni performance, studiata nei dettagli è spiegata con cura: dove l’attore sbaglia, dove fa bene. Quale suono avrebbe dovuto fare e quale, invece, ha fatto.

E al termine del quarto d’ora di studio dei diversi accenti inglesi del mondo si avrà un’idea, o l’illusione di un’idea, di quanto è sottile il mondo dei suoni anglosassoni che noi, poveri italiani, non sappiamo nemmeno sentire.

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