I fulmini che colpiscono le navi cargo sono sempre di più. Ed è colpa dell’uomo

Una piccola storiella che illustra in modo semplice semplice come l’intervento dell’uomo (e del suo inquinamento) stia modificando il clima. Anche in modi imprevedibili, ad esempio scatenando tempeste di saette e lampi

Per modificare il clima non ci vuole poi tanto: basta una serie di navi cargo. È una delle scoperte di uno studio pubblicato dalla Geophysical Research Letters, che ha analizzato il numero dei fulmini caduti lungo le rotte battute dalle maggiori compagnie di trasporto via mare. Risultato: sono aumentati negli ultimi 12 anni. Al punto che, si può dire, cade il doppio di fulmini in quelle strisce di mare che in tutte le zone circostanti. Come è possibile?

Secondo gli scienziati – e non ci voleva poi questo cervello – c’entrano le navi. Ma come? Secondo lo studio, ogni cargo rilascia un’insondabile (e, a quanto pare, molto velenosa) quantità di sostanze inquinanti nell’atmosfera della zona. A lungo andare, questa operazione avrebbe “portato a un aumento microfisico della convezione” aumentando l’elettrizzazione delle tempeste. Gli inquinanti creano particelle più piccole nelle nuvole, che consentono il formarsi di una quantità di ghiaccio superiore che, alla fine del processo, provoca un numero di fulmini più alto.

Insomma, l’inquinamento ha modificato il clima – in piccola parte, certo. L’impatto di questo cambiamento non è chiaro. Come si può immaginare, se ci sono conseguenze – e gli scienziati non hanno ancora una conclusione al riguardo – saranno piuttosto limitate. Ma è un piccolo caso di scuola: l’uomo può influire sull’ambiente e sui suoi meccanismi, anche soltanto con delle semplici navi cargo. Per dire.

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