Inglese, il vantaggio impensabile di parlare con un accento straniero

Secondo Kissinger è una delle armi migliori per scansare gli equivoci: si può dire quel che si vuole e se non è chiaro gli altri penseranno quello che vorranno. Lo straniero potrà sempre correggersi in seguito o dire "non sono stato capito"

“Non si potranno mai sottostimare i vantaggi di una incomprensibilità totale e completa”. Sembra paradossale, ma è proprio quello che disse, nel 1980, Henry Kissinger (segretario di Stato Usa ma di originae tedesca) ad Arianna Huffington (immigrata greca e poi fondatrice dell’Huffington Post). Entrambi parlano benissimo inglese, conservando però un forte accento straniero.

Eppure uno degli ostacoli principali per chi vuole imparare una lingua nuova è proprio quello. Un marchio (d’infamia?) che separa nativi da stranieri, una linea di separazione insuperabile. Si possono imparare grammatica, modi di dire, milioni di parole. Ma l’accento giusto, purtroppo, non si acquisirà mai. Però non è sempre un male.

Anche se è dimostrato che l’accento straniero sia spesso un motivo di discriminazione sul posto di lavoro, in certi casi, in certi contesti, può essere davvero un’arma, come pensava Kissinger. Permette, ad esempio, il dono dell’ambiguità (e in politica è davvero molto utile). Cosa dimostrata anche un esperimento condotto dal MIT: di fronte a una frase dalla grammatica zoppicante, l’accento straniero agisce sulla mente dell’ascoltatore in modo potentissimo, fino a stravolgere il senso di quanto viene detto.

L’esempio in questione era: The millionaire profited the tax reduction. Frase che, in sé, non ha un grande senso. Potrebbe essere tradotta con “Il milionario approfittò la riduzione delle tasse”. Se pronunciata da un madrelingua, l’ascoltatore rimane stupito e aspetta maggiori elementi per capirne il senso. Se pronunciata da uno straniero, l’ascoltatore la riempie di senso in modo autonomo: in altre parole, la capisce a suo modo. In questo caso, a seconda della sua sensibilità, può pensare che “Il milionario abbia approfittato della riduzione delle tasse”, oppure che “la riduzione delle tasse abbia arricchito il milionario”. E non è la stessa cosa.

Avere un accento straniero, allora, permette di cavarsela in questi contesti. Dire e non dire, dire e poi sostenere “di non essere stato capito”. Parlare chiaro, se si è nativi, è d’obbligo. Se si è stranieri, si potrà sempre dare la colpa alla propria incapacità – solo – linguistica.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta