Il modo migliore di usare i libri? Per l’arredamento, disponendoli al contrario

I libri sono tanti e non vengono mai letti. Se si desidera ancora, con massima onestà, ottenere qualche beneficio dalla loro presenza, il modo migliore è quello di adoperarli come oggetti estetici

Alcuni li dispongono in ordine alfabetico. Altri privilegiano gli argomenti, i temi e le aree o le case editrici. C’è chi fa prevalere le caratteristiche esteriori, e allora i libri vengono messi a seconda del colore della copertina, o della loro grandezza. E poi, contro tutto e contro tutti, c’è chi fa questo:

È una delle nuove tendenze di Instagram per il 2018: disporre i libri al contrario. Si vedono le pagine, non le copertine. Sembra assurdo, ma una ragione c’è: il colore delle pagine, più o meno chiare o ingiallite, si sposa meglio con i toni dei mobili e delle pareti di una stanza. Insomma, un motivo iper-estetico, che fa a pugni con la praticità di saper individuare al volo, tra gli scaffali, il libro che si vuole leggere o consultare.

A dire la verità, non è una nuova idea. Risale almeno al 2014, quando The Interior Collective diffuse la nuova tendenza definendola “geniale”. Ed efficace, almeno se si ha l’accortezza di separare i libri che si leggono davvero e tenerli in un altro scaffale, o in un’altra stanza. Il grande non-detto – che però tutti nella loro coscienza sanno bene – è che i libri, il più delle volte, non vengono letti: giacciono, esposti o per darsi un vezzo o per necessità o perché, colpiti da rimorso e senso di colpa, non si ha il coraggio di eliminare.

Esponendoli al contrario si supera il senso di colpa, si dona una nuova ragion d’essere alle caterve di volumi che popolano la casa (a volte anche migliore di quella iniziale, cioè la lettura) e si regala un’atmosfera più sfumata, una luminosità chic e una tonalità più tenue a tutta la stanza. Che poi è quella migliore per leggere.

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