Per capire un film basta solo vedere l’inizio e la fine

Molti registi si divertono a ripresentare, al termine, la stessa situazione (mutata) dell’inizio. E lo spettatore, nello scarto, può cogliere la portata e, spesso, l’essenza stessa della pellicola

A volte, non serve vedere un film per intero: bastano l’inizio e la fine. Più o meno deve essere quello che ha pensato l’appassionato di cinema Jacob T. Swinney, che ha deciso di mettere insieme le prime e le ultime scene dei più grandi film degli ultimi anni. Il risultato? Incredibile.

Ha cominciato compilando un Tumblr, con tanto di prime frasi. Subito salta all’occhio come le due immagini abbiano molto in comune. Solaris comincia con un’inquadratura dell’acqua e finisce con un’altra inquadratura dell’acqua. Manhattan comincia con una inquadratura di, be’, Manhattan, e si conclude con un’altra (più nebbiosa) inquadratura di Manhattan. Un caso? Certo che no: il senso delle storie dei film è quasi sempre circolare. Segue regole narrative classicissime: equilibrio, rottura dell’equilibrio, ripristino di un nuovo equilibrio, diverso e a seconda dei casi migliore o peggiore del precedente. In ogni caso da dove si comincia si arriva.

Uno degli esempi più evidenti è proprio quello di Gone Girl. Qui presentare la stessa immagine all’inizio e alla fine del film ha un valore espressivo: lo spettatore ha modo di realizzare, al termine di tutte le peripezie, la differenza tra la prima e l’ultima impressione, e di come, nel corso della durata del film, il suo giudizio nei confronti della protagonista sia cambiato.