Perché è impossibile iniziare una relazione a 30 anni (ed è meglio così)

Dal solitario saccente all'uomo appena divorziato, dal toy boy al corteggiatore virtuale: tutte le categorie di uomini da evitare. Soprattutto per le donne che sono arrivate ai trenta. Basta accontentarsi del meno peggio pur di trovare la vostra metà, perché siete tutte intere

È ora di guardare in faccia la realtà: iniziare una relazione a 30 anni è praticamente impossibile. Qualunque cosa voglia dire “relazione”, poi, visto che già il termine in sé apre un ventaglio di interpretazioni più o meno fantasiose che manco i tarocchi della zingara Cloris. Per non rischiare di incappare nell’ennesima “Luna Nera”, dunque, ci sembra giunto il momento di procedere ad una breve ma doverosa catalogazione dei freak da Luna Park ancora a piede libero. Perché quando non puoi evitarli, niente è più appagante di sbertucciarli.

Partiamo da una piccola premessa: come avrete notato dalle home Facebook delle vostre compagnucce di classe delle elementari e delle medie, state un attimo in ritardo: perfino la strabicona che si metteva i jeans con le toppe di Micky Mouse è riuscita a incastrare uno sciagurato e a metter su famiglia pur non avendo maturato un millesimo di sano gusto nel vestire. Per non parlare di quelle che avevano sempre le treccine coi nastri rosa, le più pericolose. Loro di marmocchi ne han sfornati già almeno tre, si sono tagliate i capelli per praticità ma, una volta al mese passano sei ore dal parrucchiere per poi uscire a cena con le amiche “pancine” e darsi alla bella vita fino alle dieci, dieci e un quarto di sera. Purtroppo o per fortuna se state ancora leggendo, non siete riuscite ad ottenere la tessera per entrare a far parte di questo esclusivo club delle meraviglie. Ciò significa che potete serenamente evitarvi conversazioni sui dettagli splatter delle otto splendide ore di travaglio di Cristina ma anche spassosissime disfide su chi tra Lodovico, figlio di Sara, e Francesco Maria, pargolo di Claudia, sia a tutti gli effetti il nuovo Albert Einstein a giudicare dallo scrutinio delle sue feci.

Dunque, voi siete fuori da tutto questo. E non vi resta che guardarvi intorno perché anche se così proprio non ci vorreste finire, ogni tanto l’idea di avere qualcuno da sbaciucchiare impunemente non vi darebbe proprio fastidio. Tra le varie proposte ancora su piazza (che se sono ancora su piazza un motivo ci sarà pure ma questo, ammettiamolo, potrebbe valere anche per voi) ci sentiamo di partire con un grande classico, il principe degli evergreen: il morto di figa. Ovvero il tizio che potendo lo infilerebbe pure in una presa di corrente e non è totalmente da escludere che tra i suoi hobby ludico-ricreativi ci sia proprio questo, soprattutto perché per atteggiamento e viscidume conclamato pare davvero remota l’ipotesi che qualche sventurata sia disposta a noleggiargliela veramente. Elettrizzante.

Il freak saccentello è il classico tizio promettente, anche se suona un po’ strano che alle soglie dei quaranta non abbia mai avuto relazioni importanti. Un solitario, se vogliamo, uno che quasi quasi potreste pensare sia destino averlo incontrato. Grazie a voi, dichiaratamente suo pensiero fisso, ha scelto di porre fine allo stoico ascetismo di cui è sempre stato orgoglioso portabandiera. Siete speciali, vi adora, va tutto alla grande. Passati i primi due o tre giorni, però, salta fuori qualche piccolo ma sostanziale difetto di fabbricazione

Non possiamo non conferire un posto d’onore all’ “Appena Divorziato”. L’ “Appena Divorziato” vive in una condizione di perenne disagio. Non ha voglia di uscire perché, sapete, ha “Appena Divorziato”, figuriamoci se ha il tempo di impegnarsi perché, essendo “Appena Divorziato”, a questa truffa delle relazioni non crede più. Avete collezionato una serie di selfie di momenti bellissimi passati insieme in cui però lui ha preferito non comparire, non avendo nulla da nascondere, chiaro, ma volendolo nascondere comunque. In compenso si sta sgambettando tre quarti delle fanciulle disponibili in città ma quanto soffre, signori miei, non è quantificabile in parole, pensieri, opere e opinioni. Chiagne e fotte, in buona sostanza, ma soprattutto fotte. In ogni possibile senso del termine. Naturalmente lo status di “Appena Divorziato”, una volta acquisito sul campo, lo mantiene appuntato sul petto tipo medaglia al valore dopo la guerra in Vietnam, quindi continua a tenerselo stretto pure a una buona decina d’anni di distanza dall’effettivo divorzio. A suo modo, è un eroe.

Esiste anche, ed è bene esserne a conoscenza, il freak saccentello (per quanto “freak” lo siano grossomodo un po’ tutti i militanti in ciascuna di queste categorie). Il freak saccentello è il classico tizio promettente, anche se suona un po’ strano che alle soglie dei quaranta non abbia mai avuto relazioni importanti. Un solitario, se vogliamo, uno che quasi quasi potreste pensare sia destino averlo incontrato. Grazie a voi, dichiaratamente suo pensiero fisso, ha scelto di porre fine allo stoico ascetismo di cui è sempre stato orgoglioso portabandiera. Siete speciali, vi adora, va tutto alla grande. Passati i primi due o tre giorni, però, salta fuori qualche piccolo ma sostanziale difetto di fabbricazione: magari è convinto di essere il nuovo Messia perché gliel’ha detto la cabala, possibile pure si ritenga un po’ magico, tipo alchimista paragnosta, e vi proponga strambi esperimenti con chicchi di riso tostati per dimostrarvelo. In più, se non doveste essere già scappate a gambe levate, detiene ulteriori benefit: generalmente ha pochissimi amici il cui minimo comun denominatore è un’antipatia rara, epidermica, il tipo di persone con cui anche solo una cena può assumere i contorni di una via crucis 3D. Essendo qualche anno più grande di voi, poi, non vi ritiene un’interlocutrice valida o comunque avrà sempre da ridire su qualsivoglia concetto esca dalla vostra boccuccia. Le sue parole sono, per come la vede lui, “un’occasione di arricchimento culturale per te”, le vostre, invece, si ritroveranno costantemente davanti a un lapidario “sai, quando ero giovane anche io dicevo così”. Fine della discussione. Il risultato è un abbozzo di relazione talmente tiepida, incolore e costellata di “nonostante” che perfino i Re Magi, a quelle condizioni, avrebbero preferito trasformare la mirra in birra e scambiare l’oro per sostanze psicotrope attive. Dopo averlo incontrato, non avrete più dubbi sul fatto che Gesù fosse single. Perché Maria Maddalena magari era un po’ allegrotta ma scema no.

Ci vuole un attimo di palestra mentale per accettare l’idea di uscire con qualcuno che sia molto più piccolo di voi. Tre, quattro, cinque anni o giù di lì. Certo, sarà meno disilluso dalla vita rispetto agli esemplari precedenti, ma resta un idealista, un braveheart, uno per cui le cose sono bianche o nere senza passare dal via. In buona sostanza: mettiamo caso che si innamori di voi, poi chi se lo scrolla più di dosso? Rischiate di diventare la donna più importante della sua giovane esistenza

Veniamo al tasto dolente: il toy boy. Ci vuole un attimo di palestra mentale per accettare l’idea di uscire con qualcuno che sia molto più piccolo di voi. Tre, quattro, cinque anni o giù di lì. Certo, sarà meno disilluso dalla vita rispetto agli esemplari precedenti, ma resta un idealista, un braveheart, uno per cui le cose sono bianche o nere senza passare dal via. In buona sostanza: mettiamo caso che si innamori di voi, poi chi se lo scrolla più di dosso? Rischiate di diventare la donna più importante della sua giovane esistenza, quella che gli insegna cose dentro e fuori dal letto, nonché colei che lo farà diventare uno stronzo senza cuore nel momento in cui lo mollerà malamente. Se avete voglia e tempo di sentirvi Alberto Angela per un po’, fate pure. Ma, attenzione, tenete presente che, una volta accettato l’incarico, correte anche il rischio sensibile di finire catapultate nello scenario opposto: l’idea di restare sotto otto treni per uno che “domani mi laureo” non è assolutamente contemplabile se avete a cuore l’ultimo scampolo di dignità che vi è rimasto, per favore, no, cercate di volervi un po’ bene.

Questa catwalk di disagi potrebbe andare avanti all’infinito: c’è l’anziano a cui piacete fondamentalmente perché gli ricordate quando era ancora giovane e pieno di belle speranze, il tossichello ripulito che fino a ieri stava in stazione a chiedere l’euro per prendere il treno per Brescia ma oggi è una persona diversa, migliore, l’inetto che vi corteggia virtualmente da mesi ma non vi chiede mai di uscire perché probabilmente avrà almeno già quattro o cinque mogli e tre fidanzate, il fuoriuscito da una clinica per risolvere quella brutta dipendenza dal sesso che ora vuole vedere come va e, di contro, il bravo ragazzo (merce rara) a cui la vita per qualche ragione ha fatto passare perfino la voglia di accoppiarsi perché ormai crede di aver già visto tutto e tutto lo annoia e tedia profondamente. Del resto, è proprio per questo che esistono le corna.

Tocca scegliere il fallimento bipede meno fastidioso e recuperare da qualche parte il coraggio dell’orchestra del Titanic che continua a suonare nonostante l’evidente naufragio in corso. Magari, credenti o no, farsi pure un segno della croce prima di accettare l’invito a un caffè conoscitivo. Come ben dice il comico Dario Cassini: “Il matrimonio è l’arte di risolvere in due tutti quei problemi che da solo non avevi”. Ci sentiamo di sposare questa massima, allargandola a qualsivoglia rapporto di coppia che preveda del contatto fisico e la reciproca sopportazione dell’altro per più di due minuti l’anno

In poche parole, insomma, tocca scegliere il fallimento bipede meno fastidioso e recuperare da qualche parte il coraggio dell’orchestra del Titanic che continua a suonare nonostante l’evidente naufragio in corso. Magari, credenti o no, farsi pure un segno della croce prima di accettare l’invito a un caffè conoscitivo. Come ben dice il comico Dario Cassini: «Il matrimonio è l’arte di risolvere in due tutti quei problemi che da solo non avevi». Ci sentiamo di sposare questa massima, allargandola a qualsivoglia rapporto di coppia che preveda del contatto fisico e la reciproca sopportazione dell’altro per più di due minuti l’anno.

Certo, è divertente avere storie da raccontare su quanto siano assurdi i maschi o quelli che si spacciano per tali. Ma alla lunga questo gioco stanca. Anche perché tra tutti i freak sulla piazza non vi abbiamo ancora presentato il nostro preferito in assoluto: il Risiko. Irrazionale, incerto e a tratti estenuante, interagire con quest’essere equivale ad un’infinita partita a Risiko, appunto. Bene o male, però, al termine di lunghe e accesissime discussioni che sfociano in dietrofront, strategie attendiste o veri e propri ultimatum, vi ritrovate a concordare sulla mosse che sceglie per i suoi carroarmati blu, pure quando si ostina sulla Kamčatka, per qualche bizzarro motivo. A volte vi verrebbe da dargli contemporaneamente un coppino da far male e un bacio in fronte. Tale soggetto, con tutte le sue contraddizioni, non molla, c’è sempre, non importa quante e quali cose sbaglierete o azzeccherete nel corso della partita o la frequenza e l’intensità con cui lo manderete al diavolo. In pratica è tutto quello che andate cercando e ce l’avete sempre davanti al muso ogni volta che vi guardate allo specchio. In tre parole: il Risiko siete voi. Quindi piantatela di accontentarvi del (meno) peggio perché siete voi la vostra metà. E, anzi, siete già tutte intere. Piantatela di accontentarvi del (meno) peggio perché siete voi la vostra metà. E, anzi, siete già tutte intere.

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