Come scioperano i conducenti dei bus in Giappone: continuano a lavorare ma i passeggeri non pagano

Una innovazione gentile, uno scontro silenzioso: i guidatori continuano a guidare ma nelle casse della compagnia non entra nulla. Un buon modo per non alienarsi le simpatie della popolazione (anzi)

Uno sciopero gentile, sottovoce ed elegante. Anziché incrociare le braccia e andare in piazza, i conducenti di autobus di Okayama, in Giappone, hanno deciso di scioperare e di continuare a lavorare. Con un dettaglio, però: non si fanno pagare dai passeggeri.

È una scelta insolita che riguarda i lavoratori della compagnia Ryobi Group. Hanno chiesto ai loro capi di fornire garanzie al loro posto di lavoro, minacciato dall’arrivo di una nuova compagnia di autobus, la Megurin, che fa le stesse rotte, costa di meno e in più hanno sulle fiancate delle faccine pucciose. Il management della Ryobi Group non ha risposto ai suoi lavoratori e questi hanno deciso di scioperare continuando a lavorare.

Una soluzione necessaria, in realtà, per più ragioni. Bloccando il trasporto avrebbero favorito la compagnia rivale, prima di tutto. In più, regalando giri gratis, ottengono la simpatia della popolazione, spesso irritata dagli stop al servizio e poco propensa a solidarizzare con i lavoratori. Ogni tentativo di sabotaggio da parte del management, insomma, è bloccato sul nascere. Anzi: smettendo di incassare ma continuando a consumare benzina, in fin dei conti, realizzano un vero danno alla compagnia.

Chissà se, alla fine, questa innovazione della protesta funzionerà. Di sicuro, gli abitanti di Okayama apprezzeranno.

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