Il riconoscimento facciale? In Cina lo usano per tenere buoni i bambini in classe

Il progetto è solo allo stato sperimentale ma se funzionerà sarà applicato su scala nazionale. E poi chissà, mondiale. Forse non sarà il massimo per la libertà ma gli insegnanti avranno un valido aiuto

Ecco un’altra idea da quella terra di libertà e progresso che è la Cina: il riconoscimento facciale per controllare gli studenti a scuola. Nessuno qui ci aveva ancora pensato, loro lo stanno già sperimentando in un istituto.

Grazie a tre telecamere, collocate sulla lavagna, che monitorano la situazione in classe, gli insegnanti potranno controllare per bene non solo tutto quello che fanno gli alunni, ma anche quello che sentono. I nuovi software, grazie alle nuove tecnologie, individueranno dallo sguardo gli studenti più distratti e lo segnaleranno al professore. Vedranno subito chi sta in piedi, chi alza la mano, chi si sporge sul banco.

Non solo: potranno capire se l’alunno è arrabbiato o annoiato. Se segue il discorso o strabuzza gli occhi perché non capisce nulla.

Insomma: il riconoscimento facciale è sia uno strumento di controllo che uno strumento che facilita il lavoro dell’insegnante: se la maggioranza della classe fatica a comprendere la lezione, il professore sarà avvisato e rallenterà, si fermerà e ripeterà.

Alla fine, libertà di espressione a parte, gli studenti saranno tutti più istruiti, educati e addestrati. In preparazione del prossimo secolo cinese.

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