La finanza? Ormai è solo una guerra tra algoritmi (e come sempre nel capitalismo vince il più furbo)

Se volete capire la finanza c'è un libro che non potete non leggere: “6/5” di Alexandre Laumonier, che finalmente arriva in Italia. Una non-fiction novel in cui i protagonisti che guidano i mercati sono gli algoritmi. Proprio come succede nella realtà, anche se dietro ci sono sempre degli uomini

Se avete due soldi investiti in una qualche borsa sparsa nel mondo o se, a vario titolo, i vostri risparmi, gestiti dal più prudente dei family banker, entrano in un qualsiasi “concone” azionario, be’, è fondamentale che vi mettiate subito a leggere un libro pazzesco. Dite: no, ma io non ho neanche un centesimo che si “inzucca” con l’altro e sto pensando seriamente di fare il viaggio della speranza al contrario, salendo su un barcone e cercando fortuna verso le coste africane, be’, fa niente, dovete leggerlo lo stesso, per capire come funziona la finanza di questo piccolo e fottuto pianeta nella periferia della Via Lattea. Il libro si intitola 6/5. L’autore è Alexandre Laumonier. La prima edizione è dell’editore belga Zones Sensibles e oggi, passando anche dal successo francese con Seuil, arriva in Italia grazie alla romana Nero Editions, nella collana Not. E, in sintesi, è un sublime esempio di “non fiction novel”.

Uno dei protagonisti è Sniper, collega di Guerrilla, Stealth, Sumo, Blast, Iceberg e Shark. Sono algoritmi e stanno tutti a Mahawah, nel New Jersey, dentro un capannone grande come sette stadi di football americano, dove, semplicemente, gestiscono la finanza planetaria.

La premessa del saggio è piuttosto storicizzata. Dal 17 maggio 1792, quando nacque il New York Stock Exchange, a oggi, la finanza è stata spesso sotto lo scacco di banditi tanto intelligenti quanto scaltri. Soprattutto, nel corso dei secoli (da Napoleone a Waterloo, con il colossale business dei Rothschild, a oggi), il più furbo, tecnologicamente parlando (sfruttando la migliore tecnologia possibile del proprio tempo), riesce a essere più veloce della concorrenza e, di conseguenza, quello che guadagna di più – anche fregando gli altri. Tutto ciò, prima avvalendosi dello sforzo umano, poi, da anni, di quello degli algoritmi ultra-veloci.

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