Russia e Stati Uniti sono sempre più vicini: solo tre chilometri

I due isolotti del mare di Bering segnano il confine tra le due potenze mondiali. Quando il mare ghiaccia d’inverno si potrebbero raggiungere a piedi, ma è proibitissimo

Quanto distano Russia e Stati Uniti? Tre chilometri. Lo sanno tutti: le due grandi potenze della Guerra Fredda – ora forse con i leader che si capiscono meglio di sempre – hanno un confine comune, quello che passa in mezzo allo stretto di Bering e separa due isolette rocciose, le Isole Diomede.

I due isolotti hanno dimensioni diverse: quello più grande, russo, è chiamato Imaqliq, Nunarbuk o Isola di Ratmanov, mentre quello più piccolo, americano, è chiamato Inaliq o Isola di Kruzenstern. Sono disabitati, ma non del tutto. I russi hanno trasferito tutti gli abitanti sul Continente, lasciando sul posto solo una base militare. Mentre gli americani conservano una piccola popolazione (170 persone) di inuit, che vive sull’isolotto più piccolo e può godere di una scuola e un negozio. E basta.

In mezzo c’è il mare, il confine e anche la linea di cambiamento di data. Per questo motivo hanno fusi orari diversi. E anche se d’inverno, addirittura, si forma uno strato di ghiaccio che renderebbe possibile spostarsi a piedi da un’isola all’altra – cosa proibitissima dal punto di vista legale – dal punto di vista orario sono distantissime. L’isola russa, cioè la Grande Diomede, è 21 ore avanti rispetto a quella americana. Una è definita l’isola di “domani”, l’altra è quella di “ieri”.

Un giorno del 1987, per distendere i rapporti tra Urss e Usa, all’epoca guidati da Gorbaciov e Reagan, la nuotatrice americana Lynne Cox affrontò l’acqua quasi ghiacciata e attraversò a nuoto i tre chilometri che separavano due mondi. Venne accolta con affetto dai russi, come segno che ormai i rapporti si stavano scongelando. Addirittura il presidente sovietico la citò tra gli ispiratori del Trattato delle Forze Nucleari a Medio Raggio, firmato tra Usa e Urss nel settembre del 1987.

Erano altri tempi, quelli. Per unire due mondi serviva muovere le braccia e attraversare mari. Adesso basta lanciarsi un pallone.

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