Come sarebbe l‘inglese se fosse pronunciato come viene scritto

Un tentativo di rendere normale e disciplinata una lingua pazza, anarchica e piena di storie laterali, che riflette la sua mutevolezza nella totale arbitrarietà della pronuncia

Si potrebbe fare un esperimento: leggere l’inglese come viene scritto. Per gli inglesi sarebbe uno shock, per (alcuni) italiani niente di nuovo.

La verità è che, come è noto, la distanza tra scrittura e pronuncia – aspetto selvatico e anarchico di una lingua che, a differenza del francese, non ha un organismo centrale che la regolamenta – è sempre ampia e imprevedibile. Lo sanno tutti quelli che lo studiano e, ancora di più, i madrelingua che devono imparare a scrivere, ovvero a tradurre in lettere astruse i suoni che conoscono da quando sono nati. Per paradosso (ma neanche tanto), è una operazione più difficile per loro che per gli stranieri.

Resta comunque complicato, se non si conoscono tutte le regole e soprattutto le eccezioni, leggere per bene una frase come questa: “Though I coughed roughly and hiccoughed throughout the lecture, I still thought I could plough through the rest of it.”

In ogni caso, l’esperimento è stato fatto, ed è questo video qui sotto, narrato da Aaron Alon. Strano da sentire, ma molto interessante. Anche perché, se lo si accosta alla lettura, in lingua originale (cioè Middle English) dei Racconti di Canterbury di Chaucer, qualche somiglianza la si nota. A dimostrazione che una volta, molto tempo fa, anche l’inglese era una lingua regolare. Si scriveva come si parlava.

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