Contro gli sprechi alimentari: vademecum per conservare frutta e verdura

Basarsi sul buon senso va bene, sull’esperienza anche. Ma occorre tenere a mente anche un paio di nozioni scientifiche per organizzare nel modo migliore la propria dispensa

Ridurre lo spreco alimentare è più di una buona azione: è un dovere per tutti. Tocca alle aziende che producono e trasportano, a quelle che vendono e distribuiscono e, infine, a tutti i consumatori: anche loro, acquistando con più raziocinio e soprattutto conservando meglio gli alimenti possono contribuire a ridurre il problema.

Le categorie più difficili da maneggiare sono, come è ovvio, frutta e verdura. Quando durano? Come devono essere conservati? Jules, l’autore del video (e del canale Cuisine and Chill) è andato fino in Portogallo per spiegarlo in modo chiaro (lo fa in francese, ma chi avesse problemi nella comprensione dell’ascolto può sempre guardare i sottotitoli).

Prima di tutto, dice, occorre comprendere la differenza tra frutto climaterico (come l’albicocca) e frutto aclimaterico (come le fragole). I primi maturano anche dopo il distacco dalla pianta, perché l’etilene, ormone vegetale responsabile della maturazione, è in grado di autosintetizzarsi. I secondi, invece, no. Per maturare hanno bisogno di trovarsi in un ambiente in cui è presente etanolo, magari prodotto proprio da qualche frutto climaterico (ora è chiaro il classico consiglio: se non vuoi che maturi in fretta, “non lasciarli troppo vicino alle mele”).

Questo è un buon punto di inizio: per calcolare i tempi di maturazione bisogna sapere come accostare frutti (e verdure) climaterici ad altri frutti e verdure climaterici. Ad esempio: i pomodori maturano meglio vicino a una mela, e lo stesso vale per un avocado. Mentre è sconsigliabile avvicinare frutti di bosco e agrumi alle mele, perché la maturazione rischia di essere troppo rapida, fino a provocare la marcescenza.

Isnomma, la disposizione della frutta e della verdura non può e non deve essere lasciata al caso. Anzi, se viene studiata per bene consente di programmare il consumo evitando sprechi o, nel migliore dei casi, marmellate in eccesso.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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