I fumetti più antichi? Ritrovati in una tomba di 2000 anni fa

In una necropoli scoperta per caso durante alcuni lavori di ammodernamento delle strade, gli archeologi hanno rivenuto affreschi con personaggi accompagnati da esclamazioni puntute in aramaico (ma scritte con caratteri greci)

Può succedere anche questo: che aprendo una tomba di epoca romana (intorno al I secolo d.C.) dalle parti del villaggio giordano di Beit Ras si trovi un murales di fumetti in aramaico ma scritti con lettere greche.

La scoperta è il frutto di una campagna di scavo iniziata nel 2016, quando i lavori per costruire una nuova strada (che, si suppone, è rimasta bloccata) hanno incocciato con i resti di un’antica tomba. Gli archeologi si sono subito messi al lavoro e hanno realizzato che tutta l’area era una antica necropoli, quella della città greco-romana di Capitolias, una delle città della Decapoli, un gruppo di città semi-autonome ellenistiche sul confine orientale dell’impero, tra Israele, Giordania e Siria.

All’interno della tomba, già visitata da alcuni predoni in epoche passate, gli studiosi hanno potuto trovare ben poco. Ma almeno c’era un enorme affresco che rappresentava, con scene di vita quotidiana, la storia della fondazione della città. Prima il consulto agli dèi, poi il lavoro di fondazione – liberare il terreno e innalzare i muri di protezione – e infine di nuovo un sacrificio di ringraziamento, in questo caso a Giove Capitolino, da cui la città prese il nome.

E tra i falegnami e i muratori, spiccano numerose iscrizioni in aramaico con caratteri greci (cosa interessante: in questo caso sono trascritte anche le vocali, come è noto assenti nelle scritture semitiche) che riproducono le esclamazioni delle figure. Uno dei personaggi, raffigurato mentre taglia la pietra, dice “Sto tagliando la pietra”. E un altro risponde: “Ahimè, sono morto”. Non proprio un esempio di umorismo, ma è pur sempre una tomba.

QUI LE IMMAGINI DEI FUMETTI

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