Il modo migliore per risolvere i problemi più difficili? Non pensarci

È il cosiddetto Effetto Zeigarnik: quando la situazione è troppo complessa per essere risolta con la semplice logica, si consiglia di lasciar vagare la mente e distrarsi. La risposta, quella giusta, arriverà da sola

Quando la questione è complessa, la cosa migliore da fare per risolverla è, soltanto, non pensarci più e metterla da parte. Proprio così: se per le decisioni semplici la logica, semplice e razionale, è la migliore medicina, per le situazioni più aggrovigliate serve creatività, immaginazione e guizzo. Cioè, il lato meno consapevole del nostro pensier.

È il cosiddetto Effetto Zeigarnik, dal nome del primo studioso che si occupò di questo fenomeno. Secondo lo scienziato, tutte le azioni cominciate e non finite pesano molto più sulle nostre menti rispetto a quelle che sono, invece, state portate a termine. In sostanza, se si smette di pensare a una situazione intricata, la soluzione, fantasiosa e risolutiva, verrà da sola. Magari quando si sta facendo la doccia. Sono i cosiddetti “Eureka moments”.

Il meccanismo è semplice: quando un problema ci appare irrisolvibile, il cervello lo immagazzina (con tutte le sue ramificazioni) e continua a lavorarci anche quando, a livello consapevole, si è già passati ad altro. “Lavorarci” significa, in questo caso, continuare a confrontarlo con le divagazioni della mente o con l’ambiente esterno. Capita allora che incontri elementi all’apparenza insignificanti ma che si traducono, per una mente al lavoro, in una forma di illuminazione.

Secondo Zeigarniik i famosi momenti Eureka della storia, sono – almeno nel meccanismo – del tutto credibili. Il nome “Eureka” deriva del resto dal greco “Ho trovato”, che sarebbe stato pronunciato dallo scienziato Archimede di Siracusa mentre faceva il bagno, facendogli capire come poteva calcolare il volume di un oggetto irregolare (osservando lo spostamento d’acqua). Un altro, molto famoso, è il caso (anche questo leggendario) della mela caduta vicino a Newton, che lo avrebbe instradato sulla definizione della legge di gravità. Feynman, per distrarsi, andava in locali con donne nude (e adesso, anche per questo, è caduto anche lui sotto la scure delle sjw femministe).

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