Bellezze sommerse: i siti Unesco che tra 100 anni finiranno sott’acqua

Vuoi per l’erosione del terreno, vuoi per le alluvioni, parte della costa Mediterranea verrà inghiottita dal mare. Tra cui Venezia, come è prevedibile, ma anche Aquileia e Ferrara

Salirà il mare e si prenderà Venezia. Non subito, certo, ma tra meno di un secolo: parte della costa che si affaccia sul Mediterraneo, a causa di alluvioni ed erosioni dovute al cambiamento climatico finirà sottacqua. Ma non solo: insieme alla città veneta saranno inghiottite anche Ferrara, il Delta del Po e la basilica di Aquileia.

Sono i risultati di un paper pubblicato su Nature Communications, che riporta le ricerche di un team di geografi dell’Università di Kiel. Hanno mappato i 49 siti Unesco più a rischio per l’innalzamento del mare e per l’Italia (ma non solo) le conseguenze sarebbero pessime.

Guardando solo il rischio-alluvioni, ci sarebbero situazioni fortunate, come quella di Leptis Magna e Serra de Tramuntana, nelle Baleari, (tasso di rischio 0,03%) e quelle disastrose, come appunto Venezia e le isole della Laguna, Aquileia e Ferrara con il Delta del Po. Male anche la Croazia (ha almeno un sito a rischio) e alcune zone della Grecia.

Se si considera anche il problema delle erosioni, il quadro peggiora. A essere più colpita sarebbe la Grecia, che vedrebbe scivolare via, oltre a Efeso, anche il Pythagoreion e l’Heraion di Samo. Ma patirebbe anche il Libano, cui sparirebbe l’intero sito di Tiro sotto gli occhi. Tàrraco anche sarebbe spacciata.

Insomma, che fare? Secondo la ricerca la possibilità di riposizionare alcuni monumenti è presente, ma non è sempre la soluzione ideale. Pone anche problemi di natura etica-estetica: come scegliere cosa salvare? E soprattutto, perché? La cosa migliore sarebbe attrezzarsi per tempo, posizionare barriere e confini, stabilire cordoni di protezione. Anche se, in molti casi, si tratterebbe del prolungamento di una lunga agonia.

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