È la sinistra che ha sdoganato i fascisti di Casa Pound. E adesso si scandalizza se Salvini non li caccia via

I mancati sgomberi di CasaPound sono stati tanti. E ora è inutile gridare allo scandalo, se il governo non riesce a buttarli fuori dal palazzo in cui stanno abusivamente. Anche perché Salvini, in fondo, gli assomiglia molto

Andreas SOLARO / AFP

Una prima, veloce, informazione, tanto per capirsi, tanto per cominciare: CasaPound è illegale, fascista e schifosa da qualche anno, mica da ieri per questa penosa storia della perquisizione evitata con una manciata delle solite minacce da vigliacchetti. A ben vedere CasaPound non è nemmeno illegale solo per i busti di Mussolini, quei braccetti adunchi alzati con un bullismo patetico e tronfio: è proprio incostituzionale per l’apologia al razzismo, alla violenza (oltre che al fascismo) che schiuma ogni giorno per riuscire a coagulare la rabbia di qualche incazzoso stanco disposto a votare CasaPound illudendosi che bastonare possa farlo sentire un po’ meno bastonato. CasaPound è illegale perché da sempre (mica da ieri) i suoi adepti rivendicano il diritto di delinquere in quanto italiani e cercano di travestirsi da difensore da nemici immaginari.

Ma il mancato sgombero di CasaPound svela anche una storia che vale la pena ripercorrere perché lo pseudopartito dei rondisti sovranisti non sono nati per caso e soprattutto non sono stati sdoganati solo dalla becera destra ammuffita in Italia: nati nel 2003 da un minoranza di Forza Italia gli eroici dirigenti (Iannone in prima fila) si sono battezzati andando a braccetto con i peggiori berluscones (anche se oggi se ne vergognano) e occupano abusivamente la sede nel cuore di Roma (dove fingendo “emergenza abitativa” sono figurati residenti il candidato premier Simone Di Stefano, la moglie del presidente Gianluca Iannone e diverse cooperative e associazioni che fanno parte della galassia nera) dal 27 dicembre 2003. Quindici anni passati senza nemmeno un timido tentativo di sgombero con il condono della famosa delibera 206 del 2007 con cui Walter Veltroni (sì, sì proprio lui) inserì CasaPound nell’elenco delle occupazioni storiche legittimando di fatto i neofascisti e liberandoli dal pericolo di uno sgombero.

Quindici anni passati senza nemmeno un timido tentativo di sgombero con il condono della famosa delibera 206 del 2007 con cui Walter Veltroni (sì, sì proprio lui) inserì CasaPound nell’elenco delle occupazioni storiche legittimando di fatto i neofascisti e liberandoli dal pericolo di uno sgombero

Stupiti? Ma no, non è mica finita qui: negli ultimi anni sono numerosi (e tutti documentati da un importante lavoro di Wu Ming qui nel loro sito) gli episodi in cui esponenti del Partito Democratico hanno fatto iniziative con CasaPound, sono stati ospitati nei circoli democratici e hanno commemorato fascisti a braccetto. Stupiti? Basta leggere, è tutto scritto. Senza poi contare una parte di giornalismo che in nome di un distorto inseguimento al bipartisan a tutti i costi ha dato spazio a CasaPound senza tenere conto delle sue percentuali da amministratori di condominio.

Ma non è tutto, no. A sdoganare l’apologia di fascismo come rievocazione storica ci si sono messi anche numerosi intellettuali paludosi e confusi che in nome di uno spicchio di popolarità hanno deciso di imbarcarsi con CasaPound pur di imbarcare qualche piccola fetta di qualche misero pubblico. In mancanza di pubblico diventano servitori di quelli che hanno ancora un po’ di spazio libero: i vassalli del pensiero, del resto, solo da noi diventano di destra e poi di sinistra a una velocità inimmaginabile. Il mutuo fa miracoli, più dell’ideologia, evidentemente.

E poi ci sono quelli che si aspettano un cenno da Salvini. Beati loro. Quelli che ancora credono che il capitano leghista possa fare il forte in qualcosa di più complesso di qualche dozzina di donne stuprate rinchiuse su una nave, di qualche bambino punito con il panino per la pigmentazione troppo scura o di qualche battuta sul derby o sulla cena. C’è una schiera di persone che ancora non ha introiettato come la codardia del ministro dell’inferno continuerà a relegarlo come un duro nelle situazione non complesse e lo vedrà sempre morbido con i prepotenti quelli veri: che Salvini sia il barboncino di CasaPound si evince dalle decine di foto con lo immortalano littorio e felice con esponenti di quel partito.

Salvini, se ci pensate, è anche il prototipo del perfetto fascista omeopatico: dice e non dice, cita senza fare troppo intendere, indossa i simboli fingendo di non coglierne il peso: chi non ha lo stomaco di votare CasaPound può permettersi di spostarsi sulla Lega

Salvini, se ci pensate, è anche il prototipo del perfetto fascista omeopatico: dice e non dice, cita senza fare troppo intendere, indossa i simboli fingendo di non coglierne il peso: chi non ha lo stomaco di votare CasaPound può permettersi di spostarsi sulla Lega ritenendosi assolto e sapendo che comunque il segretario leghista sfamerà quegli istinti, seppure con maggior cautela. Ma la notizia, badate bene, non è nemmeno che quelli di CasaPound abbiano minacciato “un bagno di sangue” per evitare la perquisizione della Guardia di Finazna: la vera notizia sono le “strette di mano” tra gli abusivi e gli agenti della Digos, riportate dai giornalisti presenti. Qui siamo oltre alla tolleranza zero professata e non messa in pratica: qui siamo al favoreggiamento. Ma il mandante politico di tutto questo non ha nemmeno bisogno di essere citato. E i suoi alleati silenziosi e timidi sono sempre gli stessi.

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