Incendio a Milano, non c’è nessun pericolo. E basta con le psicosi per un po’ di puzza

L’incendio scoppiato in zona Quarto Oggiaro ha destato preoccupazione, ma i dati dicono che non c’è pericolo. E a Milano l’aria è irrespirabile da ben prima del 14 ottobre

L’apocalisse sembra vicina a Milano: da quando è scoppiato l’incendio del capannone in via Dante Chiasserini, in zona Quarto Oggiaro, la sera del 14 ottobre, è il panico generale. Tra i giornali che lanciano l’allarme, corse alle farmacie più vicine per comprare le mascherine, mamme nel panico che non mandano i bambini a scuola, alunni che non vengono fatti uscire a ricreazione, finestre chiuse e inviti a non cibarsi della verdura e della frutta prodotta in zona, Milano sembra Chernobyl.
Gli abitanti del capoluogo lombardo sono preoccupati per l’alta colonna di fumo che deve aver ricordato loro il fungo atomico di Hiroshima. C’è chi si lamenta dell’odore acre dato dai rifiuti che stanno ancora bruciando e chi è preoccupato per i valori della diossina nell’aria.

Milano è la seconda città più inquinata in Europa, ma solo da domenica i suoi cittadini sembrano accorgersi della pessima qualità dell’aria e preoccuparsi degli effetti dell’inquinamento sulla salute

Eppure ci sono le rassicurazioni dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che in un puntuale comunicato stampa avverte: “le concentrazioni degli IPA, gli idrocarburi policiclici aromatici, rilevate in via Chiasserini – e, in particolare quelle di Benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e benzo(j)fluorante – sono risultate coerenti con i valori che in Milano città vengono misurati nel periodo invernale”.
Antonella Masala di Arpa Lombardia, spiega: «I nostri tecnici non si sono mai fermati un secondo, le rilevazioni sono state fatte fin da subito, ma più per scrupolo, – e spiega infatti che – il benzopirene è l’unico IPA normato, il cui limite previsto è di 1 nanogrammo per metro cubo. Sono stati rilevati 0,04 nanogrammi, un risultato ben al di sotto del limite. Nella notte la colonna di fumo si è spinta verso l’alto, quindi gli inquinanti si sono diluiti ».

Mi sono rotto il cazzo di questa città

Degli aperitivi a dieci euro,

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Mi sono rotto il cazzo – Lo Stato Sociale

Nonostante ciò, i milanesi non si sentono al sicuro e gridano alla scandalo, magari dopo aver letto i giornali che parlano di “picchi di diossina”. Nessuno tuttavia, e soprattutto fortunatamente, ha riportato gli effetti collaterali dai quali siamo stati messi in guardia come “irritazioni agli occhi e a tutto l’apparato respiratorio, naso chiuso, rinite e congiuntivite agli occhi” né sono stati registrati ricoveri o malori.

C’è solo puzza quindi, ovviamente più fastidiosa nella zona Ovest, ma presto sparirà e potremo tornare finalmente a respirare a pieni polmoni l’aria pulita e salubre della seconda città più inquinata in Europa. La cosa curiosa, a questo punto, è che solo da domenica i suoi cittadini sembrano accorgersi della pessima qualità dell’aria. Meglio tardi che mai, e complimenti per i riflessi. Ora, cari milanesi, sappiatelo: potete uscire, e potete far uscire i vostri bambini. Un po di puzza non ci ucciderà.

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