Quali sono le misteriose origini dell’espressione “So long”

Vuol dire addio, o arrivederci. È di uso comunissimo e pochi si chiedono quale sia il suo vero significato. Domanda pericolosa, perché la risposta si rivela un problema

Lo dicono tutti ma nessuno sa perché. “So long”, cioè ciao, arrivederci – ma si suppone che non sarà presto – è comunissimo in America e quindi nel resto del mondo. Eppure, nonostante sembri avere un senso (forse “It will be so long till we meet again?”), le sue origini restano un mistero.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che provenga dall’irlandese “slán”, cioè addio, che gli anglofoni avrebbero appunto anglicizzato in “so long”, dandogli un senso per loro comprensibile e però trasformandolo in due parole. Possibile? Certo. Provato? Per niente.

Altri lo considerano un’innovazione della multiculturale New York del XIX secolo. Nel mix di italiani, ebrei e islamici ammucchiati nei quartieri bassi della metropoli, saluti come “shalom” e “salaam” (che però si usa per salutare all’inizio di un incontro, non alla fine) erano comuni. Possibile che, corrompendosi, “shalom” sia diventato “so long”? Certo. È anche dimostrato? Per nulla.

Insomma, la verità è che sulla questione non si sa nulla e si annaspa nel regno delle ipotesi. L’unica cosa certa, o quasi, è che nel 1860 il suo utilizzo era diffuso ma non universale. Walt Whitman scriveva così:

While my pleasure is yet at the full, I whisper, So long! / And take the young woman’s hand, and the young man’s hand, for the last time.

So long! Remember my words—I may again return, / I love you—I depart from materials; / I am as one disembodied, triumphant, dead.

Un suo lettore, incuriosito gli scrisse per chiedergli dove avesse mai pescato questa espressione, per lui del tutto nuova. “Al porto”, rispose il poeta. Era un colloquialismo molto in voga tra i marinai (anche stranieri) e le prostitute.

Forse “so long” non rivelerà molto delle sue origini. Resterà sempre un piccolo mistero. Ma, considerato che nel giro di pochi anni divenne, da espressione del gergo di scaricatori portuali donnine una frase di uso comune in Usa e Australia, di sicuro racconta molto delle dinamiche sociali di quel Paese è in quel periodo.

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