Il retroscenaSorpresa: ecco il patto tra Renzi e Salvini per fare fuori i Cinque Stelle

I due non si attaccano da tempo. E tra il leader della Lega e l’ex-premier è in corso, da tempo, un dialogo sottobanco. L’interesse comune dei due è indebolire i Cinque Stelle. Per tornare a un bipolarismo più tradizionale

AFP

L’appuntamento non è nelle agende dell’informazione mainstream. Eppure la presentazione del nuovo libro di Cristiano Cerasani, che si svolgerà nel mese di novembre a Roma, è tutt’altro che un momento banale per la vita politica italiana. Al di là della meritoria opera letteraria, intitolata “Kerygma, il Vangelo degli ultimi giorni”, è in verità tutto ciò che le ruota intorno a destare interesse.

In primo luogo il nome dell’autore, Cristiano Cerasani. Scuola demitiana, democristiano 2.0, uno che ha imparato fin da giovane a muoversi con agio nel circo della politica. Tanto da essere adocchiato da Maria Elena Boschi, che ne ha fatto un punto di riferimento del suo mandato da sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, affidandogli il compito di capo del legislativo, nominandolo, di fatto, suo accompagnatore ufficiale. E tanto da essere corteggiato e insignito del ruolo di capo gabinetto dal successore della stessa Boschi, con deleghe illimitate a diritti e famiglia, il leghista Lorenzo Fontana. Due visioni apparentemente antitetiche della società, della politica e, in particolare, del loro mandato. Eppure, Cristiano Cerasani ha unito ciò che la politica ha diviso da sempre. Tanto che proprio Cerasani è riuscito nel “miracolo” di mettere insieme, al tavolo della presentazione del suo libro, proprio la Boschi e Fontana (Aggiornamento del 30 ottobre 2018: l’ufficio di Lorenzo Fontana ha comunicato che il ministro non parteciperà alla presentazione del libro), oltre che al grande burattinaio del centrodestra che fu, Gianni Letta.

Avete notato che nell’ultimo periodo gli attacchi incrociati tra Renzi e Salvini sono diminuiti e limitati allo stretto necessario? Qualche battibecco sui social, niente di esagerato. Credete che sia una scelta casuale?

Ora aggiungiamo un elemento, che contribuirà a chiarire ciò di cui parliamo. Alcuni giorni fa, il 21 ottobre per l’esattezza, Maria Teresa Meli, non propriamente una stagista in fase di praticantato, ma una delle più informate retrosceniste italiane, legata a doppia mandato a Matteo Renzi, parla sul Corriere di un rapporto privilegiato tra l’ex premier e Matteo Salvini, che “si sentono regolarmente”, per scambiarsi opinioni e consigli. Una notizia (molto) timidamente smentita dall’entourage di Renzi, ma, di fatto, assunta come vera dall’opinione pubblica.

Ma quanto c’è di autentico in tutto questo? Molto, a quanto pare. Ci racconta una fonte molto accreditata nel mondo renziano: «Avete notato che nell’ultimo periodo gli attacchi incrociati tra Renzi e Salvini sono diminuiti e limitati allo stretto necessario? Qualche battibecco sui social, niente di esagerato. Credete che sia una scelta casuale?». Nella comunicazione renziana, ormai in balìa degli eventi dal 4 dicembre 2016, potrebbe anche succedere che l’improvvisazione prenda il sopravvento e che il caso possa avere un ruolo fondamentale. Ma non in quella di Salvini, studiata e organizzata da uno staff dedicato, in maniera quasi militaresca. Forse parlare di patto di non belligeranza è esagerato, «ma non ci si allontana troppo dalla realtà», assicura la nostra fonte. «Prendete il dossier Rai, la Lega è molto più predisposta del M5S a confermare alla direzione di Rai Tre e del Tg3 a Stefano Coletta e Luca Mazzà. Un caso? Non direi, visto che sono nomi che vanno benissimo al Pd renziano». Ma cosa ci sarebbe dietro questo disegno?

Renzi e Salvini hanno un obiettivo comune: indebolire il Movimento Cinque Stelle

La risposta è semplice. Renzi e Salvini hanno un obiettivo comune: indebolire il Movimento Cinque Stelle. In primo luogo per smontare l’idea, mai sopita (né dentro il Pd né in altri ambienti, più istituzionali) di un’alleanza di governo tra dem e grillini. E poi, con una visione più di medio-lungo periodo, con l’ambizione di “scassare” il movimento – già attraversato da un malcontento dilagante – nell’ottica di ricreare, in Italia, un bipolarismo più tradizionale. Il disegno è questo: Salvini fagocita l’ala “governista” di Di Maio da dentro, Renzi la bombarda da fuori, combattendo al tempo stesso la sua battaglia interna con chi continua a parlare di un Pd che apra ad un patto con i pentastellati.

Fantapolitica? «No, tutt’altro, la questione è molto più seria di quel che si pensi». E le conseguenze potrebbero essere devastanti, sia per il governo, sia per il movimento, sia per il Pd. Il primo, infatti, potrebbe veder salire ancora di più il livello della tensione tra verdi e gialli, il secondo potrebbe assistere ad un’escalation dello scontro interno, il terzo, che si appresta ad entrare in una brutale fase congressuale, potrebbe deflagrare. Cosa che evidentemente, non sembra preoccupare particolarmente Renzi. Figuriamoci Salvini.

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