Agenda calda“Entro fine anno”: la letterina di Babbo Natale del governo gialloverde

A conti fatti, tra promesse e scadenze, ci sono 4 decreti da convertire o approvare, e altre 5 leggi da far passare in Parlamento. Tra cui la legge di bilancio. Tutto “entro fine anno”

È tutto da fare «Entro fine anno». Il 31 dicembre 2018, per il governo gialloverde, è la deadline di tanti provvedimenti. L’agenda, tenendo conto di scadenze e annunci giornalieri, è fittissima. Il prossimo mese, prima della pausa natalizia, si prospetta come un mese di fuoco. Approvato con fiducia alla Camera il decreto sicurezza (che era da convertire in legge entro il 3 dicembre), resta una lunga lista della spesa prenatalizia. Tra fisco, giustizia sportiva, reddito di cittadinanza, pensioni, anticorruzione, chiusure domenicali e legittima difesa. E ovviamente la legge di bilancio, con relativa negoziazione europea.

Andando per ordine e partendo dai decreti in scadenza da convertire in legge, dopo il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, entro il 5 dicembre dovrebbe essere convertito in legge il decreto sulla giustizia sportiva. L’intenzione era quella di trasferirlo nel decreto fiscale per facilitare i lavori di conversione, ma l’emendamento che puntava all’inserimento nel collegato alla manovra è stato ritirato dal governo. E mentre il decreto fiscale sarà con molta probabilità convertito in legge entro il 22 dicembre (data di scadenza), quello sulla giustizia sportiva è finito invece in un pantano e non si sa che fine farà.

Intanto il vicepremier Luigi Di Maio fa sapere che «entro Natale» sarà pronto anche un decreto per il reddito di cittadinanza. L’idea è di incardinare la misura “entro fine anno”, ma per la partenza vera e propria ci vorrà almeno metà del 2019. Stessi tempi per la quota cento sulle pensioni: il governo dovrebbe preparare un decreto legge che sarà pronto intorno a Natale, dicono.

Il governo ha promesso anche la legge sulle chiusure domenicali entro fine anno, la nuova legge sulla legittima difesa entro fine anno, la legge per legare i marchi ai territori entro fine anno. E soprattutto la storica abolizione della povertà entro fine anno

E pure per il disegno di legge anticorruzione, dopo gli scontri sul peculato interni alla maggioranza, il premier Giuseppe Conte ha assicurato: «Approveremo il ddl entro la fine dell’anno». Lo stesso ha fatto Di Maio. Fatto sta che il ddl già approvato alla Camera verrà modificato in Senato e poi dovrà fare un secondo passaggio da Montecitorio. Tutto in meno di un mese.

Su tutti questi provvedimenti, incombe la legge di bilancio, che deve essere approvata (questa volta per legge) entro fine anno. Il testo è ancora da limare, rimodulare, rivedere nella negoziazione con Bruxelles, che l’ha già bocciato. E i due rami del Parlamento devono ancora esprimersi.

Senza dimenticare che il governo ha promesso anche la legge sulle chiusure domenicali entro fine anno (Di Maio), la nuova legge sulla legittima difesa entro fine anno (Salvini), la legge per legare i marchi ai territori entro fine anno (Di Maio, dopo il caso Pernigotti). E soprattutto la storica abolizione della povertà entro fine anno. In totale fanno: quattro decreti, da approvare o convertire, e cinque leggi. Compresa quella sul budget dello Stato. Ne riparliamo dopo Capodanno.

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