Freak of the politicsSatana e terrapiattisti, tempi duri per gli impresentabili del governo gialloverde (che adesso vuole sembrare rispettabile)

Uno sostiene che il cambiamento climatico è colpa di Satana. L'altro che lo sbarco sulla luna è “controverso”. Tra i gialloverdi abbondano personaggi pittoreschi, che sono serviti a ottenere consenso, e ora vanno in qualche modo arginati

Ecco, sentita altrove – in una chiesa, in un convegno teologico, a una presentazione libraria – l’analisi di Cristiano Ceresani che collega il riscaldamento globale alle tentazioni di Satana e alla predicazione apostolica sulla Parusia, la fine dei tempi e il ritorno di Gesù sulla Terra, avrebbe fatto meno effetto. Detta sulla prima rete Rai, durante Uno Mattina, all’ora della coalizione, la frase provoca qualche sobbalzo. Perché Ceresani non è uno qualunque, ma il capo di gabinetto del ministero della Famiglia (quota Lega), e insomma: questa suggestione da Nome della Rosa mette un po’ inquietudine, ci si aspetta che salti qualcuno fuori a gridare “Penitenziagite” ai due giovani conduttori e al loro pubblico che ascoltano sbalorditi. Non è il solo caso. Abbiamo già visto un sottosegretario agli Interni – Carlo Sibilia – convinto che lo sbarco sulla Luna sia un accadimento «controverso», insomma, è possibile che non ci sia mai stato. E ovviamente quelli della ricerca sulle scie chimiche bloccata dal misterioso Nooa (on. Tatiana Basilio) e degli Usa che iniettano microchip sottocutanei all’intera popolazione (on. Paolo Bernini).

Folkore, si dirà. E tuttavia la nuova fase governista della Lega e del M5S mal si concilia con i bizzarri estremismi che entrambi si tirano dietro dai tempi dell’opposizione, quando tutto faceva brodo per aumentare il consenso. Dai proibizionisti dei vaccini alle frange più estreme del fondamentalismo cattolico, dai gruppi ultras dei padri separati che vorrebbero dividere con la spada i figli come all’epoca di Re Salomone ai sostenitori del matrimonio tra specie diverse (sì, ci sono pure quelli), il peso risulta piuttosto gravoso. E tuttavia proprio nell’esistenza di queste frange pittoresche si conferma il ruolo che il nuovo blocco di potere intende assumere: qualcosa di simile alla vecchia Dc, che immobile al centro della scena poteva permettersi di strizzare l’occhio al tempo stesso ai Lefebvriani e alla teologia della liberazione.

La nuova fase governista della Lega e del M5S mal si concilia con i bizzarri estremismi che entrambi si tirano dietro dai tempi dell’opposizione, quando tutto faceva brodo per aumentare il consenso

Complottisti, animalisti, fanatici delle armi, cattolici pre-conciliari, antiabortisti, gente che sogna di abolire il divorzio, nostalgici delle case chiuse e teorici del cancro curato con acqua e limone, orfani del Metodo Stamina, ex-sostenitori del Metodo Di Bella, sandinisti di ritorno, simpatizzanti di Pinochet che postano a manetta contro l’ultimo docufilm di Nanni Moretti sul Cile, si considerano i nuovi corpi intermedi in ascesa. Quelli che hanno portato voti al governo del cambiamento e adesso aspettano un gesto di riconoscimento.

Attenderanno invano: le leadership di M5S e Lega saranno talvolta squinternate ma non sono matte. Sanno benissimo che accontentare uno qualsiasi di questi soggetti provocherebbe una crisi di rigetto nel Paese, che magari è politicamente confuso ma resta affezionato a certi diritti della laicità e della democrazia che si è conquistato nel tempo, oltrechè alle indubitabili conquiste della scienza e del sistema sanitario.

In casa Cinque Stelle la vicenda più emblematica è quella della Tav: un progetto che i grillini stentano a cancellare nonostante gli impegni presi con i movimenti no-tunnel e la loro mobilitazione a Torino. Dalle parti della Lega si deve guardare alla riforma del diritto di famiglia, il famoso ddl Pillon, seppellito nei recessi di Montecitorio subito dopo il debutto. I movimenti dei padri separati che lo sostengono erano la presenza più visibile al comizio di Matteo Salvini a Roma e hanno atteso inutilmente un cenno di incoraggiamento, una parola buona. Il ministro della famiglia Lorenzo Fontana se ne è ben guardato. Il Capitano pure. Gli slogan sull’affido paritario ripetutamente scanditi nei momenti di pausa sono volati via col vento.

Le leadership di M5S e Lega saranno talvolta squinternate ma non sono matte. Sanno benissimo che accontentare uno qualsiasi di questi soggetti provocherebbe una crisi di rigetto nel Paese

Il fatto è che quando vuoi essere Balena Bianca va benissimo – anzi fa scena – il dirigente che cita l’Apocalisse, i simpatizzanti che riempiono le piazze contro un’opera odiata, il pulviscolo associativo titolare di improbabili cause che ogni tanto conquista il palcoscenico. Il trucco è tenerli insieme concedendo il minimo sindacale, promettendo che “presto arriverà il momento”, senza mai dirgli quel che è chiarissimo a chiunque fa politica: questa era roba buona ai tempi dell’opposizione, ora che si governa suona un’altra musica.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta