MostriIl più spregevole dittatore italiano? Ezzelino da Romano (che però non è brutto come lo si dipinge)

A sentire Dante (e non solo Dante) è stato un “figlio del demonio” e un “bevitore di sangue”. Ma secondo gli studi più recenti le cose non stanno così. E c’è un mistero sulla sua sepoltura

Chi passi per Soncino, antico borgo in provincia di Cremona noto per la rocca immortalata in tanti film, da Lady Hawke a Il mestiere delle armi, incrocia la tradizione relativa a un personaggio ricordato come il più sanguinario tiranno del Medioevo: Ezzelino da Romano.

Dante, in Inferno XII presenta i tiranni “che dier nel sangue e nell’aver di piglio” (v. 105): fra essi (vv. 109-110-112, E quella fronte c’ha lì’l pel così nero, / è Azzolino) c’è, appunto, Ezzelino III da Romano, signore della Marca Trevigiana, passato alla storia tout court come “figlio del diavolo”, uomo d’armi di crudeltà leggendaria. Ma, soprattutto, campione del ghibellinismo italiano nel XIII secolo.

La storia, si sa, la scrivono i vincitori: ed Ezzelino, dipinto come condottiero perfido e crudele, a partire dal ritratto (occhi sfavillanti e denti affilatissimi), fu in realtà colui che anticipò una visione politica meno angusta di quelle del suo tempo, limitate agli orizzonti comunali e cittadini. La famiglia, però, non fu sempre schierata a fianco dell’Impero: il nonno, Ezzelino I il Balbo, addirittura militò dalla parte politica opposta a quella del nipote, aderendo nel 1173 alla Lega Lombarda contro il Barbarossa. Quanto al padre, Ezzelino II detto il Monaco, dopo una vita di battaglie (perché, all’epoca, non si scappava: essere nobili equivaleva a essere uomini d’arme e ad andare in guerra), si ritirò nel 1213 in convento, ma senza prendere i voti, dividendo i territori sotto il dominio della famiglia tra i due figli, Ezzelino III e Alberico. La madre di Ezzelino, Adelaide dei Conti di Mangona, era una donna colta, con una propensione per le arti magiche e per gli oroscopi che il figlio dovette ereditare, fatto non certo insolito all’epoca: infatti, ci sono tramandati i nomi di vari astrologi e astronomi di cui si circondava Ezzelino nella sua corte, tra cui tale ‘Paolo’, di carnagione nerissima e lunghissima barba, venuto dall’Oriente.

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