Se fai ascolare Mozart all’uva nella vigna il vino diventa più buono

Non è una battuta, ma un esperimento che in Toscana sembra funzionare da almeno dieci anni. Le viti che ascoltano le note del compositore austriaco farebbero chicchi più gonfi e saporiti

Altoparlanti lungo il pendio del vigneto. E Mozart che risuona a tutto volume. Questo più o meno è quello che accade su alcuni colli di Montalcino, in Toscana, dopo che il proprietario della vigna (non diremo chi per non fare pubblicità) ha scoperto che, ascoltando Mozart, l’uva cresce più in fretta e gli acini sono più gonfi.

Che la musica del maestro salisburghese avesse la proprietà di fare miracoli sugli esseri umani (rende più intelligenti, fa andare meglio agli esami) lo dicono da tempo (chissà poi se sia vero). Nessuno, però, aveva pensato che potesse avere influssi benefici anche sui vegetali. Loro, questi coltivatori di vino lo sanno invece da almeno dieci anni.

Tutto cominciò con un esperimento: in alcune sezioni della vigna venne fatta suonare, con alcuni altoparlanti, la musica di Mozart. E si scoprì che le piante più vicine agli speaker crescevano in direzione del suono e, soprattutto, facevano chicchi più grossi e succosi. Da quel momento la musica non se ne va più: “Le piante sembrano più robuste”, aggiungono.

Tutto questo potrebbe sembrare (e forse anche essere) una magia, cioè un fenomeno a metà tra l’autoinganno e la trovata pubblicitaria. Ma a quanto pare ci sarebbe anche un fondamento scientifico: le piante non sono certo in grado di apprezzare la musica classica ma, secondo alcuni studiosi, apprezzano le onde sonore. In particolare, le frequenze che somigliano al suono dell’acqua che scorre. Questo le porterebbe a crescere verso la sorgente del suono. (Per capirsi, con l’hard rock non funzionerebbe).

E la qualità del chicco? La robustezza della pianta? Su questo non ci sono spiegazioni convincenti. Sempre secondo gli studiosi, però, la musica di Mozart avrebbe il merito di tenere lontani insetti e uccelli. Questo aiuterebbe la crescita della pianta, non funestata dai parassiti, senza neppure cercare l’intervento dei pesticidi.

Chissà poi se anche il vino è buono.

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