Storie della subsidenzaLe città pesano troppo: per questo sprofondano

Sono nate su terreni ricchi di acqua e sedimenti, adatti a sostenere il peso di villaggi o di piccole città: l’urbanizzazione spinta provoca un compattamento del suolo e, di conseguenza, un abbassamento della superficie

Non ci si pensa mai, ma anche le città pesano. Chili, quintali, tonnellate. E, di conseguenza, affondano nel terreno. Il fenomeno, chiamato “subsidenza”, viene associato spesso solo a centri come Venezia, poggiata su palizzate immerse nell’acqua, ma riguarda anche città enormi come Shanghai e Tokyo, che ogni anno scendono di qualche centimetro.

L’abbassamento graduale della terra avviene di solito per motivi naturali. Il peso della superficie provoca un lento compattamento del terreno, spesso composto da materiali porose. Nelle aree abitate e in rapida crescita, hanno notato i ricercatori Robert Dolan e H. Grant Goodell, accade in tempi molto più brevi.

Gli insediamenti umani, spiegano, sorgono per ragioni storiche nei pressi di corsi d’acqua, cioè sopra terreni ricchi di infiltrazioni liquide. Il peso crescente del centro urbano, dovuto alle costruzioni massicce, fa pressione sul suolo e i suoi sedimenti che, se funzionavano alla grande quando si trattava di sostenere piccoli villaggi, cedono e si compattano sotto il peso di una grande metropoli.

Se si pensa a Tokyo o a New Orleans, si nota che erano state costruite vicino a zone paludose. Altre città, vicine a delta di fiumi o erette lungo pianure alluvionali, vanno incontro allo stesso destino. Se poi si pensa che Shanghai, Teheran e Città del Messico hanno a lungo accompagnato il processo di crescita urbana all’estrazione dell’acqua del sottosuolo, impoverendo le risorse idriche e assottigliando lo spazio tra i sedimenti, si capisce perché la questione sia così veloce e preoccupante. L’abbassamento del terreno, nella maggior parte dei casi, non è omogeneo per tutta la superificie di una città: questo provoca spaccature, buchi e danni di vario tipo, provocando anche morti e feriti.

Non solo: oltre all’abbassamento del terreno, c’è la crescita del livello del mare: le città costiere rischiano allagamenti, l’arrivo del sale nelle pozze acquifere di acqua dolce, l’indebolimento del suolo. Per questo servono rimedi immediati e decisi: Shanghai ha deciso di sospendere qualsiasi estrazione di acqua dal suo sottosuolo (la fa derivare dai fiumi vicini), e il processo ha funzionato. La subsidenza è rallentata: ma non fermata, perché – spiegano gli scienziati – non è possibile.

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