Oltre il gourmet: quando anche i piatti pronti diventano salutari e naturali

Sempre più alta la domanda di piatti facili e veloci da preparare. Ma a patto che facciano bene alla salute e permettano una scelta più ricca

La voglia di naturalità rivitalizza i piatti pronti, che tornano a crescere dopo stagioni non esaltanti, nelle quali sembrava smarrita la spinta innovativa della categoria. La quarta edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che ha analizzato le informazioni riportate sul packaging di 60.930 prodotti alimentari di largo consumo commercializzati in Italia negli ipermercati e nei supermercati e digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy, fotografa questa tendenza che interseca il cambiamento in atto nella domanda degli italiani, ancora fautori di prodotti che semplifichino la vita e che riducano il tempo passato ai fornelli, soprattutto nelle intense giornate feriali, ma non per questo abdicanti ai concetti tanto cari oggi, ossia la maggiore naturalità, la semplicità e, perché no, “l’assenza di” (free from), sia che si parli di piatti pronti freschi oppure di surgelati.

Anzi, secondo l’Osservatorio Immagino, proprio la famiglia dei piatti pronti “free from”, in particolare dei primi piatti, di certo i più importanti per dimensioni nel nostro paese, ha il peso maggiore all’interno della categoria, realizzando oltre la metà del giro d’affari complessivo (51,6%) e incrementando le vendite, nell’anno finito a giugno 2018, del +6,6% rispetto ai 12 mesi precedenti, con punte di +30% per le zuppe fresche.

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