Nazionalismo alimentareSovranisti da tavola? Ecco i cinque migliori oli d’oliva tutti italiani

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

“Consuma italiano” è ormai uno slogan diffuso, specie quando si parla di olio. I “sovranisti” dell’agroalimentare italico, incalliti difensori del “made in Italy” invitano al consumo esclusivo di oli nazionali, diffidando di tutti gli altri oli, per motivi di qualità, di sicurezza o di profitto. In realtà, il consumo totale di olio extravergine di oliva in Italia è in diminuzione e oscilla tra le 500 e le 600mila tonnellate. Buona parte di questo prodotto viene venduto all’estero. Il che significa che l’Italia non raggiunge affatto l’autosufficienza nel consumo di olio extravergine di oliva. E deve pertanto acquistarlo all’estero. Detto questo, l’olio italiano resta ovviamente tra i migliori nel mondo, con una infinita varietà di qualità regionali. Per gli amanti dell’olio nazionale, segnaliamo qui 5 chicche da non perdere per condire alla grande i nostri piatti. O anche una semplice bruschetta.

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

Frantoio Franci

Il Frantoio Franci è una realtà olivicola d’avanguardia. Si trova in provincia di Grosseto e rappresenta bene la Toscana, una delle regioni più importanti dell’olio italiano. Tra le cultivar utilizzate: Leccino, Olivastra, Seggianese, Correggiolo, Moraiolo. L’anno di svolta è il 1996 quando la famiglia comincia a imbottigliare l’olio di un uliveto di proprietà a Montenero d’Orcia. Nasce così lo storico Villa Magra che ha fatto la storia dell’azienda e del suo territorio. Il Grand Cru della casa ha profumi speziati di chiodi di garofano e note balsamiche di cipresso, alloro e salvia. Il gusto è molto elegante con una chiusura piccante e una nota sapida che già si annuncia nel naso. Da abbinare con carpacci e bolliti di carne. Il Moraiolo ricorda soprattutto i prodotti del campo: ortica, radicchio, erbe, cicoria, aglio selvatico. Poi la frutta secca e un finale balsamico di aghi di pino. Adatto alle insalate di radicchio e arance. Il Villa Magra è un olio equilibrato, suadente e ampio sia nei profumi (note vegetali) che nel palato (con finale di mandorla). Ottimo con la pizza alle verdure.

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

Americo Quattrociocchi

Ormai stabilmente da alcuni anni, il Lazio occupa i primi posti delle classifiche italiane per la qualità dell’olio. L’alfiere di questa regione è certamente Americo Quattrociocchi che gestisce una tenuta di famiglia nel frusinate, che si estende per 112 ettari sulle colline dei Monti Ernici. Gli ettari riservati agli ulivi sono 52. I terreni sono rocciosi e i terrazzamenti sono esposti al microclima tipo dell’alata collina. Punto di riferimento per l’extravergine della zona, l’azienda si distingue per la capacità di innovazione e la ricerca della qualità. Il campione dell’azienda è l’Olivastro, monocultivar della zona di Itri: un olio elegante, complesso ed equilibrato. Presenta un fruttato intenso e note fresche di pomodoro unite a sentori di erbe aromatiche. Al gusto emergono aromi di salvia, timo, foglia di pomodoro e pinoli. Il finale è lungo e piacevole. Da abbinare con le carni rosse.

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

Olio Mimì

Sulla linea di papà Domenico, Donato e Michele Conserva proseguono a Modugno, in provincia di Bari, la linea dell’olio pugliese di eccellenza. Siamo in una delle regioni italiane più vocate. I Conserva lavorano le olive raccolte dagli oliveti di proprietà (7.500 piante su 35 ettari) cui si aggiungono quelle selezionate e acquistate da agricoltori locali. Le cultivar sono: Cima di Melfi, Coratina e Ogliarola. Vendono anche in Francia e online. L’olio Coratina ha un fruttato intenso ed esuberante al naso, ma altresì elegante. Sentori di cicoria, rucola e rosmarino. Perfetto con le orecchiette con le cime di rapa. Il gusto all’inizio è amaro poi diventa piccante. Cima di Melfi è un fruttato medio. In bocca è fresco e piccante e sa di pepe rosa, erbe balsamiche e mandorla. Accompagna bene verdure e patate. Ogliarola, infine, è un fruttato medio con note di oliva e di mandorla, di fiori bianchi e di frutta. Piccante e pulito in bocca. Ottimo per misticanze e insalate.

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

Frantoi Cutrera

Il moderno frantoio è attivo dal 1979 grazie a Giovanni e Maria Cutrera. Dal 2000 arrivano i figli Giuseppina, Maria e Salvatore. Siamo a Chiaramonte Gulfi, nel cuore della provincia di Ragusa, dove la famiglia può contare su 5mila alberi di ulivo – la maggior parte secolari – diffusi su 50 ettari. Questo brand siciliano grazie al mix di territorio, clima, competenze tecniche e manageriali, ricerca della qualità ha raggiunto un apprezzamento internazionale. Tra le cultivar utilizzate la Tonda Iblea, la Moresca e la Biancolilla. Il Primo Dop Monti Iblei (Tonda Iblea) è un monovarietale dal fruttato medio che propone profumi di menta, cardo, foglie di carciofo, mela verde. La bocca è amara e piccante insieme. Si può abbinare con linguine con polpa di cernia. Il Primo Bio (sempre da Tonda Iblea) è un fruttato medio. Un olio morbido dalle sfumatura di fave, santoreggia, pomodoro e cipresso. Avvolgente in bocca, si abbina alla seppia alla piastra o alla pasta tonno e menta. L’Igp Sicilia, realizzato con Nocellara del Belice, è un fruttato medio con note di salvia e pepe bianco. Più piccante che amaro, con grande carattere. Ottimo con i filetti di ricciola alle erbe.

Non siamo per nulla autosufficienti in tema di produzione di olio, ma quello che riusciamo a fare, lo facciamo bene. Ecco cinque chicche con cui condire i vostri piatti, dai bolliti alle insalate

Marchese Guidalberto di Canossa

Un olio con un cognome importante e ricco di storia. Nel terreno di proprietà dei Canossa, in provincia di Verona, il Marchese Guidalberto coltiva ulivi in una cornice suggestiva. Con i suoi 170 ettari di terra, il Fondo Brè ospita oltre 4000 ulivi, prevalentemente di varietà Casaliva. Qui, tra il comune di Garda e Torri del Benaco, nasce un olio fruttato leggero che merita attenzione. L’etichetta del Canossa 1077 è stata disegnata appositamente per celebrare una delle donne più importanti della storia italiana: Matilde di Canossa. Delicato, da abbinare a piatti di verdure e di pesce. Il DOP Marchese di Canossa è un extravergine certificato Dop Garda Orientale, ottenuto dalla lavorazione delle olive del Fondo Brè, caratterizzate da una posizione geografica eccellente: un’altitudine di 300 metri s.l.m. e rivolte a ovest. Fragrante, equilibrato e leggero, è consigliato nella preparazione di dolci, abbinato al cioccolato, al sorbetti e al gelato. Il Fondo Brè è un fruttato leggero certificato Dop Garda Orientale. Delicato e verde con sentori floreali e di mela verde, cardo e ortaggi. Nel palato si colgono aromi di frutta secca, una lieve piccantezza e una delicata nota amara finale. Si abbina con pesci di lago, carpacci, pinzimoni, bruschette e formaggi magri.