LettureStoner, ovvero la straordinarietà dell’eroe ordinario

Un uomo normale, con una vita normale. Questo è William Stoner, professore di Lettere e protagonista del romanzo di John Williams. La sua peculiarità? Accettare serenamente tutto ciò che gli accade, fortune e disgrazie. Ed è proprio questo a renderlo unico

Photo by Michał Parzuchowski on Unsplash

Ci sono dei bivi nella nostra vita. A volte si presentano come due strade. Una facile che conosciamo e non ci spaventa. È quella che stiamo percorrendo da quando ne abbiamo ricordo. L’altra è nuova, più difficile. Ci terrorizza perché non sappiamo dove ci porterà eppure qualcosa ci dice che la nostra salvezza è proprio da quella parte. Capita quando viviamo una situazione particolare, inaspettata. A volte basta anche una frase detta nel momento giusto che diviene una visione. Ci mostra un modo diverso di vivere la nostra esistenza come non avevamo mai immaginato.

Nella primavera del 1910, un ragazzo americano varca la soglia della facoltà di Agraria all’università nel Missouri. Proviene da una famiglia di contadini. Nel silenzio umile del loro lavoro, i genitori sperano che il figlio si distingua negli studi per tornare a occuparsi della fattoria di famiglia. La sua sorte sembra già scritta. Poi accade qualcosa. Arriva quel bivio. Un giorno, durante una lezione di lettere e filosofia a cui assiste per caso, il giovane studente contadino sente una frase: “Ama ciò che dovrai presto lasciare”. È l’epilogo dei versi del sonetto numero 73 di Shakespeare, quello dedicato all’autunno. Per il ragazzo è l’illuminazione. Vive un’esperienza quasi trascendentale di uscita dal tempo e dallo spazio. Capisce il segreto della letteratura e insieme della sua stessa esistenza: imparare ad amare la vita tanto più quanto più ne cogliamo i suoi tratti di passaggio verso la dissoluzione, come l’autunno del Bardo. Quei versi diventano il filo di Arianna, sono i petali di rosa che segnano la strada nel deserto verso la sua salvezza. Il giovane studente spezza le catene di un destino che sembrava già segnato. Abbandona la facoltà di agraria e si iscrive a quella di Lettere e Filosofia. Si laurea e diventa docente di Lettere nella stessa università che frequentava da studente.

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