Liti tra scrittoriCritiche di altri tempi: “James Joyce è sopravvalutato”, parola di Virginia Woolf

L’affermazione riguarda anche D.H. Lawrence: l’autrice inglese esprime questa opinione in un sondaggio privato raccolto in un volume, destinato a circolare in un giro ristretto di amici. Purtroppo, però, dopo decenni, il libro è saltato fuori

“I più sopravvalutati”. Così la scrittrice inglese Virginia Woolf definiva James Joyce e David H. Lawrence in uno scritto del 1923 destinato a circolare solo tra i suoi amici. Purtroppo per lei e per i suoi amici, il testo è stato ritrovato a distanza di 96 anni e, adesso, tutti possono misurare l’esattezza della sua analisi. Pari a zero.

Come racconta il magazine dello Smithsonian, nel “literary burnbook” (cioè un giornalino pieno di commenti e pettegolezzi) gli scrittori rispondevano a una sorta di sondaggio di 39 quesiti, in cui dovevano esprimere il loro pensiero sugli scrittori più famosi del loro tempo, sia viventi che morti. Non mancavano cedimenti al gossip, alla volgarità e alla megalomania. Per esempio, alla domanda “chi è il genio letterario più grande di tutti i tempi” e “chi sarà l’autore contemporaneo che sarà letto di sicuro tra 25 anni”, lo scrittore Hilaire Belloc scrive “Io”.

Il ritrovamento permette di rileggere i giudizi di un’epoca, fatti da colleghi su colleghi, su questioni letterarie. Tra i nomi riconosciuti si individuano Rose Macaulay, Rebecca West, lo stesso Belloc, Stella Benson e, appunto, Virginia Woof. Chi ha steso le domande cui rispondono gli scrittori è rimasto anonimo.

Nelle risposte, in ogni caso, non vengono fustigati solo Joyce e Lawrence. Ci sono parole di fuoco anche per Eliot, considerato “il peggior poeta vivente di lingua inglese”, oltre che “il peggior critico letterario vivente”. L’autore deceduto più odiato, invece è – contro ogni raccomandazione antologica d’Oltremanica – Samuel Johnson, meglio detto come Dottor Johnson, il “letterato più illustre della storia inglese”. Segue Oscar Wilde, George Meredith, Lord Byron e perfino Marcel Proust. Giudizi letterari o etici? Di sicuro, si nota una certa prudenza su Shakespeare (“Il più grande genio letterario di tutti i tempi”) e un totale disprezzo nei confronti di Omero (solo un voto).