EconomiaCommercio, l’Italia conta sempre meno nel mondo. E la fiducia delle imprese crolla

Di fronte allo spettro della recessione, le statistiche confermano lo stato di incertezza, stagnazione e pessimismo diffuso da parte di aziende e consumatori. Nel frattempo, i paesi emergenti galoppano, Cina in testa. E nemmeno la nuova via della Seta basterà per garantire la crescita

MIGUEL MEDINA / AFP

Nel quarto trimestre 2018, secondo i dati di IBC – Associazione delle Industrie dei Beni di Consumo – produzione di beni di consumo e vendite al dettaglio avevano registrato un leggero aumento (rispettivamente +0,2% e +0,3%), ma da gennaio 2019 il quadro è peggiorato, con un calo di ordinativi delle imprese, un peggioramento delle prospettive da parte delle famiglie, con un trasferimento delle risorse disponibili dalla spesa al risparmio.

«La crescita è ferma. L’incertezza frena le scelte delle aziende, delle famiglie e degli investitori. L’economia ha bisogno di una scossa, lo Stato di riforme» è l’appello di Aldo Sutter, presidente di IBC, sottolineando contemporaneamente chela capacità di convincimento e di influenza del sistema delle imprese del largo consumo nei confronti delle istituzioni è prossimo allo zero. Eppure le 32 mila imprese alimentari e non alimentari dei beni di consumo valgono quasi il 30% del Pil generato dal sistema industriale – 70 miliardi di euro su 250 miliardi – e occupano un milione di addetti.

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